Universi paralleli, sliding doors e la consolazione di sapere che un nostro alter ego, invece di cascare dalle scale, vince la lotteria.
Le ipotesi sull’esistenza di universi paralleli sembrerebbero materia da fantascienza, ma gli scenari aperti dalla fisica quantistica e dalla teoria delle stringhe spiazzano la presunzione di aver compreso e definito una volta per tutte il mondo fisico, a cominciare da quella che definiremmo solidissima materia: anche il più solido oggetto che possiamo toccare é costituito essenzialmente da spazio vuoto; immaginando un atomo delle dimensioni di una stanza, il nucleo al centro avrebbe le dimensioni di un granello di sabbia. Gli elettroni che ne descrivono i confini sono ancora più piccoli; é vero che se picchiamo contro una lastra di qualunque materiale solido non riusciamo ad attraversarla, ma ciò solo in virtù delle potenti forze elettrostatiche che si esercitano fra gli atomi e che, loro si, formano la resistente tramatura della “materia”.
E non basta: anche le particelle subatomiche hanno proprietà corpuscolari solo nella rilevazione dei nostri sensi (o dei nostri strumenti di indagine, che non sono altro che estensioni sensoriali che devono necessariamente rapportarsi alle nostre capacità di percezione): elettroni, protoni, neutroni sono formati da quark i quali, così come le altre particelle subatomiche, hanno anch’essi una corporeità apparente.
La teoria delle stringhe, ma per alcuni aspetti anche le riflessioni che si possono fare in seguito a esperienze più datate ed assimilate, come il principio di indeterminazione di Heisenberg (sull’impossibilità di rilevare sia posizione che velocità in un dato momento di una particella come l’elettrone, come a negarne l’essenza corpuscolare nonostante le nostre percezioni sensoriali o strumentali) prevede che i costituenti fondamentali di quelli che le rilevazioni fisiche indicano come corpuscoli siano delle “stringhe” di energia, cioè corde vibranti chiuse ad anello che in base al tipo di vibrazione determinano le caratteristiche elettrostatiche e di massa dei costituenti subatomici; solo energia quindi, in tutto ciò che noi, coi nostri sensi grossolani, percepiamo come materia (e da qui le grossolane teorie sulla realtà come illusione).
Le dimensioni delle stringhe sono estremamente ridotte: se un atomo avesse le dimensioni dell’universo conosciuto, una stringa sarebbe grande quanto un albero. Questa basilare forma di energia ha la caratteristica fondamentale di vibrare in direzioni e con modalità diverse, conferendo così le caratteristiche peculiari a corpuscoli e fotoni; i calcoli matematici alla base della teoria relativamente alle diverse posizioni (quantiche) di oscillazione hanno fatto ricavare 10 dimensioni spaziali possibili (più una dimensione temporale, inscindibile dal concetto di spazio da Einstein in poi).
Il nostro universo è a quattro dimensioni, tre spaziali (avanti-indietro; destra-sinistra; su-giu) ed una temporale (prima-dopo): dove sono le altre sette?
Sono arrotolate in forma microscopica, avvolte dalle stringhe la cui energia, di considerevole entità, impedisce che si svolgano; questa realtà multidimensionale può essere facilmente immaginata se consideriamo la struttura di un tappeto: osservato a distanza mostrerà le tre dimensioni macroscopiche, ma visto da vicino risulterà intessuto di numerose fibre, quindi procedendo in direzione su-giù attraverso il tappeto vediamo ulteriori dimensioni spaziali, quelle arrotolate dei fili che compongono la tramatura. Allora per stabilire la posizione sul\nel tappeto occorrono le 3 dimensioni spaziali macroscopiche: la dimensione temporale (il quando) ed altre dimensioni, relative alla posizione lungo il percorso circolare dei fili che compongono la tramatura; ecco il modo in cui, oltre alle tre dimensioni spaziali estese, possiamo avere le altre più piccole arrotolate.
Al momento del big bang tutte le 10 dimensioni spaziali erano circolari, di dimensioni ultramicroscopiche (analoghe a quelle delle stringhe) ed erano avvolte dalle stringhe che ne impedivano l’espansione (la tutela delle stringhe si manifesta ancora nel nostro universo per quello che riguarda le 7 dimensioni rimaste compattate).
Per le fortissime energie liberate negli istanti successivi al big bang le strutture stringa-dimensioni arrotolate (strutture di Calabi-Yau) hanno subito frenetiche trasformazioni, strappi e ricuciture che hanno portato alla liberazione delle tre dimensioni macroscopiche.
Dal nostro punto di osservazione (e di esistenza) si sono liberate solo tre dimensioni, quelle rivelatesi capaci di ospitare atomi e molecole, stelle e pianeti; in realtà date 10 dimensioni spaziali ognuna ha avuto la possibilità di subire lo sconvolgimento energetico che ne ha portato allo srotolamento. Ma noi viviamo nell’universo caratterizzato da queste tre dimensioni spaziali in cui siamo imprigionati: i sistemi monodimensionali (un filo immateriale percorso da stringhe energetiche), o bidimensionali (una membrana priva di spessore) ed ancora di più i sistemi a 4-5 o più dimensioni sono impercepibili coi nostri sensi, ed obbediscono a leggi fisiche diverse che ne impediscono le interazioni col nostro universo. Questi universi paralleli occuperebbero il nostro stesso “dove” ma avrebbero creato un loro spazio specifico (lo spazio esiste in quanto occupato dalla materia e rimarrebbe quindi appannaggio esclusivo di ciascun sistema di dimensioni o “universo parallelo”): la relazione fra loro é costituita solo dalla forza di gravità, che tiene insieme nello stesso “dove” tali universi paralleli ed é l’unica forza che si esercita fra essi, l’unica possibilità di interazione: negli urti provocati negli acceleratori di particelle si cerca, fra l’altro, il verificarsi della scomparsa di energia, il che sarebbe indice del passaggio di un gravitone in un universo parallelo; inoltre si ritengono i buchi neri, per le loro condizioni estreme di gravità e di curvatura spazio-temporale, un possibile punto di unione ed un ipotetico passaggio fra gli universi.
Questo scenario esclude quindi altre possibilità di interazione fra gli universi nati dallo stesso big bang, oltre alla gravità: di sicuro é impossibile la formazione della materia come la conosciamo nelle strutture ad una o due dimensioni srotolate, mentre gli universi a più di tre dimensioni macroscopiche ci riesce difficile anche immaginarli: dimentichiamo omini verdi e dischi volanti, che se c’é formazione di materia e forme di vita in questi universi esse ci apparirebbero come un delirio a metà strada fra Picasso e gallerie di specchi opposti; non solo: giacchè il tempo é funzione dello spazio, sono inimmaginabili anche le direzioni temporali in questi universi. Oltre alla direzione prima-dopo dovremmo avere strutture temporali circolari, ripiegate (anche più che nel nostro universo, dove pure c’é la curvatura spazio-tempo dimostrata da Einstein ed attribuita all’attrazione gravitazionale). Percorsi andata e ritorno e direzioni dopo-prima, intersecazioni ed incroci al punto che la vicenda di Benjamin Button al confronto sarebbe piuttosto banale.
Il nostro é l’unico universo a 3 dimensioni?
Probabilmente no, in quanto potremmo averne un numero pari alle combinazioni delle dieci dimensioni e potrebbero essere piuttosto simili,ma il big bang rimarrebbe l’unico momento di “vita in comune” fra loro: non é questo quindi lo scenario che ci fa immaginare il nostro alter ego che vince l’oscar come attore protagonista; il contatto fra universi paralleli sarebbe limitato al punto di origine anche in un’altra ipotesi, quella secondo cui il numero di universi potrebbe essere sterminato perché il fenomeno del big bang potrebbe essere originato dall’urto di macroscopiche strutture membranose che si ripeterebbe con una certa frequenza, causando il distacco da esse di schegge, polvere di energia, stringhe la cui aggregazione produce le dimensioni spaziali di cui prima: avremmo innumerevoli altri universi, anche a 3 dimensioni, ma a distanze incommensurabilmente enormi l’uno dall’altro, ben maggiori delle dimensioni di un singolo universo: in questo caso avremmo ancora meno relazioni fra universi, neanche il legame gravitazionale e la condivisione del “dove”.
E gli universi paralleli della fantascienza, allora, quelli dove invece di cascare dalle scale vinciamo la lotteria, sono davvero improponibili?
La teoria delle stringhe ci consente quei voli di fantasia in cui ogni nostra decisione dà origine ad una “sliding door” che si affaccia sull’universo in cui si sviluppa il futuro previsto dall’alternativa alla decisione presa, con l’appoggio del principio di indeterminazione di Heisenberg e della fisica quantistica, che prevedono come potenzialmente reale ogni alternativa possibile fino a che l’osservatore non fissa la realtà con la sua osservazione, anche quando l’osservazione é successiva all’evento (si veda l’esperimento del passaggio dei fotoni attraverso l’una o l’altra delle due feritoie di una maschera, col fotone che attraversa immancabilmente la feritoia che stiamo osservando: anche quando si effettua la rilevazione a valle della maschera, DOPO CHE IL FOTONE E’ PASSATO, siamo in grado di “decidere” da quale feritoia il fotone é passato, come se gli eventi si verificassero entrambi, ma solo la nostra osservazione evidenziasse il futuro del fotone): ne consegue che si realizza tutto il ventaglio di ipotesi possibili: anche se noi osserveremo solo l’universo conseguente all’osservazione compiuta, si concretizzerebbero anche le realtà che non abbiamo osservato.
Per la corsa parallela degli universi occorrono degli strappi nella struttura spazio-tempo, é necessario cioé che le vibrazioni delle stringhe che generano gli eventi nel nostro universo possano manifestarsi anche negli altri; lo strappo spazio-temporale é un’eventualità negata da ogni teoria fisica: una lacerazione dello spazio scatenerebbe cataclismi apocalittici per la necessaria riorganizzazione della materia; eppure una lacerazione dello spazio, e del tempo, esiste,se continuiamo la valutazione delle caratteristiche dell’universo in base alla teoria delle stringhe: essendo queste la forma fisica più piccola esistente, al suo centro ogni stringa circolare deve contenere una microscopica lacerazione dello spazio, protetta dalla tensione della stringa che ne impedisce l’espansione: abbiamo così una finestra attraverso la quale le oscillazioni delle stringhe possono manifestarsi attraverso il vuoto; tale attività si può supporre che produca conseguenze anche in spazi diversi da quello nel quale noi percepiamo la “materia” prodotta nelle sue manifestazioni fisiche dalle oscillazioni delle stringhe nel nostro universo.
Le differenze nell’evoluzione storica fra gli universi comportano necessariamente che le posizioni dei corpi non coincidano più (un individuo va alla partita, l’alter ego preferisce il cinema) ma rimangono generate dalle stesse stringhe: paradosso non insuperabile ricordando l’esperimento di Aspect (1982): facendo emettere due fotoni correlati (nati contemporaneamente) da un atomo di calcio, e diretti in direzioni opposte, sulla traiettoria del primo viene interposto un prisma capace di deviarne la direzione; l’altro fotone, distante nello spazio e diretto agli antipodi, subirà istantaneamente, nello stesso momento, una deviazione dello stesso angolo del primo fotone, con una corrispondenza, fra l’altro, che avviene ad una velocità superiore a quella della luce..
Ecco, in questo scenario finalmente é possibile teorizzare gli universi paralleli immaginati dalla fantascienza: compenetrati uno nell’altro, in quantità elevata ed indefinita, tenuti insieme solo dalla forza di gravità ma senza altra possibilità di contatto (per ora?) e che rappresentano un ampio ventaglio di possibili alternative storiche al nostro.
Nicola Lembo
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domenica 22 marzo 2015
domenica 25 aprile 2010
L'alimentazione per chi e' affetto da psoriasi \ The diet for those who are psoriasis
La medicina in genere non pone molta attenzione all'alimentazione per contrastare la psoriasi,anzi si affida a farmaci piuttosto potenti,come i cortisonici o altri immunosoppressori e probabilmente si ritiene,in fase clinica,che la cura dell'alimentazione sia trascurabile in confronto all'azione energica dei farmaci.
Chi combatte con la psoriasi pero' non soffre solo le fasi acute,trattate farmacologicamente,ma anche periodi,come quello estivo,in cui il problema e' meno intenso,la terapia farmacologica piu' lieve, ed e' portato ad immaginare una strategia che attenui la ripresa dei sintomi: la speranza e' che ci si riesca curando l'alimentazione.
Le teorie reperibili a tal proposito una volta tanto sono univoche e danno indicazioni omogenee:
- Si ritiene fondamentale mantenere l'alcalinita' del sangue perche' si osserva che la psoriasi comporta acidita': i cibi a reazione alcalina sono frutta e verdura; un integratore alcalinizzante e' la lecitina di soia.
- E importante l'assunzione di almeno 2 litri di acqua al giorno per idratare la pelle
- E' utile che l'alimentazione presenti abbondanza di acidi grassi polinsaturi,come gli omega 3 (contenuti nel pesce) e gli omega 9 (nell'olio di oliva),essenziali per mantenere la fluidita' delle membrane cellulari,anche della cute e dei capillari sanguigni.
- L'assunzione di verdure e' utile anche per l'apporto in fibre, che migliorano il transito intestinale, per facilitare l'allontanamento delle tossine prodotte dai processi metabolici, le quali altrimenti, se ristagnano nell'intestino,possono essere riassorbite e tornare in circolo.
Fra i vegetali pero' vanno evitate le solanacee,in particolare melanzane,pomodori crudi,peperoni e peperoncino,anche cotti;
peggioramneti dei sintomi vengono messi in relazione anche con l'assunzione di formaggi stagionati,maiale,insaccati.
Vanno evitati gli alimenti il cui catabolismo produce acidi:
- Aceto
- Mosto e vino,
- Caffè
- Cioccolata,
- miele
Parimenti bisogna limitare sali ed alcolici.
Quindi,in sintesi,per la Psoriasi è utile una dieta vegetariana, povera di poteine animali, ricca di frutta
e verdura,con pochi grassi e con un alto contenuto di fibre.
Nicola Lembo
Chi combatte con la psoriasi pero' non soffre solo le fasi acute,trattate farmacologicamente,ma anche periodi,come quello estivo,in cui il problema e' meno intenso,la terapia farmacologica piu' lieve, ed e' portato ad immaginare una strategia che attenui la ripresa dei sintomi: la speranza e' che ci si riesca curando l'alimentazione.
Le teorie reperibili a tal proposito una volta tanto sono univoche e danno indicazioni omogenee:
- Si ritiene fondamentale mantenere l'alcalinita' del sangue perche' si osserva che la psoriasi comporta acidita': i cibi a reazione alcalina sono frutta e verdura; un integratore alcalinizzante e' la lecitina di soia.
- E importante l'assunzione di almeno 2 litri di acqua al giorno per idratare la pelle
- E' utile che l'alimentazione presenti abbondanza di acidi grassi polinsaturi,come gli omega 3 (contenuti nel pesce) e gli omega 9 (nell'olio di oliva),essenziali per mantenere la fluidita' delle membrane cellulari,anche della cute e dei capillari sanguigni.
- L'assunzione di verdure e' utile anche per l'apporto in fibre, che migliorano il transito intestinale, per facilitare l'allontanamento delle tossine prodotte dai processi metabolici, le quali altrimenti, se ristagnano nell'intestino,possono essere riassorbite e tornare in circolo.
Fra i vegetali pero' vanno evitate le solanacee,in particolare melanzane,pomodori crudi,peperoni e peperoncino,anche cotti;
peggioramneti dei sintomi vengono messi in relazione anche con l'assunzione di formaggi stagionati,maiale,insaccati.
Vanno evitati gli alimenti il cui catabolismo produce acidi:
- Aceto
- Mosto e vino,
- Caffè
- Cioccolata,
- miele
Parimenti bisogna limitare sali ed alcolici.
Quindi,in sintesi,per la Psoriasi è utile una dieta vegetariana, povera di poteine animali, ricca di frutta
e verdura,con pochi grassi e con un alto contenuto di fibre.
Nicola Lembo
The medicine usually does not put much attention to food to counter psoriasis, indeed relies on drugs rather powerful, such as corticosteroids or other immunosuppressive agents and probably believes, clinical stage, that the care supply is negligible in comparison to 'energetic action of the drugs.
Who fights with psoriasis but 'not only suffers acute phases, treated pharmacologically, but also periods, such as summer, in which the problem and' less intense drug therapy more 'mild, and it' led to imagine a strategy that attenuate the symptoms recur: the hope and 'you'd be able curing power.
Theories available in this regard for once are unique and provides guidelines homogeneous:
- It is considered essential to maintain the alkalinity 'blood' cause it is observed that psoriasis involves acidity ': alkaline reaction foods are fruits and vegetables; an integrator and alkalizing 'soy lecithin.
- It is important intake of at least 2 liters of water a day to hydrate the skin
- E 'useful that the power present abundance of polyunsaturated fatty acids, such as omega 3 (contained in fish) and omega 9 (in olive oil), essential for maintaining the fluidity' of cell membranes, including the skin and of blood capillaries.
- The intake of vegetables and 'useful also for the contribution in fiber, which improves intestinal transit, to facilitate the removal of toxins produced by metabolic processes, which otherwise, if stagnate in the gut, and can be reabsorbed back circulating.
Among the plant but 'should be avoided solanaceous, especially eggplant, raw tomatoes, peppers and chili, also cooked;
peggioramneti symptoms are correlated with the intake of cheese, pork, sausages.
Should be avoided foods whose catabolism produces acids:
- Vinegar
- Must and wine,
- Coffee
- Chocolate,
- Honey
One must also limit salt and alcohol.
So in summary, for Psoriasis is useful on a vegetarian diet, low in poteine animals, rich in fruit
and vegetable, low-fat and with a high fiber content.
Nicola Lembo
lunedì 18 gennaio 2010
Intolleranze alimentari,test e cure \ Food intolerance, tests and treatments
La medicina ufficiale riconosce l’intolleranza solo a quattro sostanze:glutine,fruttosio,sorbitolo,lattosio,ma nelle medicine alternative le teorie sulle cause delle intolleranze e le indicazioni sugli alimenti piu’ rischiosi sono tantissime:si potrebbe risultare intolleranti a qualsiasi sostanza e numerose teorie assegnano intolleranze di varia entita’ al 95% della popolazione.
L’intolleranza alimentare si manifesta quando l’organismo non riesce ad assorbire ed a metabolizzare un determinato componente degli alimenti,portando a conseguenze varie e di diversa intensita’ quando si assumono tali cibi.
I sintomi causati dalle intolleranze sono infatti molteplici e si manifestano in quei distretti che gia’ soffrono di difficolta’funzionali,aggravandole:per questo,anche se si manifestano dapprima a carico del sistema gastrointestinale,si puo’ avvertire una gamma di sintomi molto varia e complessa,che rende l’indagine difficoltosa.
Si osservano mal di testa,gonfiore gastrointestinale,stipsi o diarrea,depressione,irritabilita’,sonnolenza,affaticamento,dolori articolari,congiuntiviti recidivanti,prurito,sinusite,gengivite,laringite,cellulite,sovrappeso,ritenzione idrica,disturbi della circolazione venosa ecc; possono instaurarsi nuovi sintomi e possono essere peggiorate le condizioni di sofferenza dell’organismo,dagli stati infettivi a quelli infiammatori ai sintomi nervosi.
Si ritiene che venga coinvolto il sistema immunitario,ma comunque non con la produzione di anticorpi(in quel caso si tratterebbe di un’allergia), piuttosto la stimolazione continua e protratta del sistema immunitario porterebbe alla produzione di radicali liberi che causano stati infiammatori innanzitutto a carico dell’apparato digerente,interferendo con le capacita’ di assorbimento dell’intestino, come avviene con il glutine,e poi di altri organi o tessuti gia’ affetti da stati patologici o difficolta’ latenti.
In realta’ si e’ trovato che l’intolleranza al glutine coinvolge si il sistema immunitario senza la produzione di IgE,le”reagine”,ma con la produzione di IgA ed IgG,anticorpi antigliadina: lo stesso una reazione allergica piuttosto che un’intolleranza.
Le intolleranze sono dovute piu’ propriamente a deficit enzimatici,cioe‘ ad una insufficiente quantita‘ degli enzimi che devono metabolizzare e trasformare le specifiche sostanze(ed e‘ quello che succede per lattosio,fruttosio e sorbitolo).
.
Nella valutazione delle intolleranze bisogna prendere in considerazione anche gli alimenti trattati e conservati,per via della presenza di additivi chimici che sono estranei alla storia evolutiva dell’uomo.
Inoltre vanno presi in considerazione fenomeni di intossicazione che possono essere dati dai metodi di cottura,come per le fritture, o i cibi particolarmente grassi,con meccanismi che pero’ non c’entrano niente con le intolleranze
I TEST
Nessuno dei test proposti per rilevare le intolleranze alimentari sembra avere le caratteristiche di affidabilita’ o addirittura di serieta’che ci si aspetta da un esame clinico.
-I test su campione di sangue consistono nel valutare se fra gli anticorpi presenti nel plasma (in
particolare i neutrofili)ve ne sono di sensibili a qualche alimento.Dopo qualche giorno di contatto plasma-alimento se si e’ in presenza di intolleranze si dovrebbe osservare una reazione degli anticorpi specifici; data la quantita’ sterminata di alimenti,conservanti ed additivi vari si ricorre ad estratti che presentano gli alimenti in gruppi,per poi scendere in particolare nel gruppo che ha mostrato problemi;:il dubbio sulla reale fondatezza teorica del metodo:se si cercano gli anticorpi vuol dire che siamo in presenza di una reazione allergica,ma un cibo che procura un’allergia e’ immediatamente individuabile non solo con le prove allergologiche,ma anche con l’osservazione diretta del paziente:se ogni volta che mangi le fragole hai un’allergia…
Anche i sostenitori di questo metodo analitico sostengono che le intolleranze non causano la produzione di anticorpi e quindi il metodo proposto e’ contraddittorio:
Si parla di allergie “ritardate” o “nascoste”,e sul sangue si finisce per cercare sempre gli anticorpi,che l’intolleranza non produce.
Un altro limite e’ nella realizzazione “in vitro” della prova,questa coinvolge solo gli anticorpi presenti nel sangue e non il sistema immunitario e l’apparato digerente,e quasi sempre l’intolleranza si manifesta con irritazione intestinale e puo’ dare fenomeni di accumulo in distretti che possono essere diversi dal sangue(es. il fruttosio nello stesso intestino,sostanze lipofile nel tessuto adiposo)
Il piu’ moderno e’ il test della reazione delle IgG ed IgA basata su una metodica ELISA computerizzata (Enzyme Linked ImmunoSorbed assay,dosaggio immune adsorbito legato ad un enzima),che non prevede l’intervento di un tecnico che puo’ essere piu’ o meno esperto,ma riguarda sempre la ricerca di anticorpi,i quali pero’si formano in seguito a reazioni allergiche(oltre che infettive):questi test,rilevando le ig derivanti anche da vecchie infezioni batteriche,danno un eccesso di risultati spesso falsi.
I test citotossici,sempre relativi all’osservazione delle variazioni che interessano le cellule del sangue,risentono della soggettivita’ del tecnico,e sarebbero affidabili,sempre tenendo presente che pero‘ le intolleranze non portano alla formazione di anticorpi),per le sostanze idrosolubili,molto meno per le sostanze solide,inoltre,dando risultati per gruppi di sostanze,finiscono per spingere a diete troppo restrittive
-La necessita’ di rendere piu’ brevi e meno costosi gli esami per individuare le intolleranze alimentari ha portato all’elaborazione di apparecchiature portatili molto discutibili:
Il primo apparecchio che ho visto era della OTI,casa produttrice di farmaci omeopatici:questo apparecchio si proponeva di mettere in contatto la cute del paziente con le svariate categorie di sostanze che possono dare intolleranza: peccato che la reazione di intolleranza si manifesta soprattutto a livello della mucosa gastrica,ma comunque,per realizzare questo test sarebbero state necessarie centinaia di sostanze,tutte da applicare sulla cute per vedere quale variazione di potenziale elettrico causassero,sprecando pero’ ogni volta centinaia di campioni di sostanze anche costose,senza contare quelle che si degradano rapidamente e vanno sostituite.
Il colpo di genio e’ stato quello di sigillare in ampolle di vetro le sostanze,in modo che potessero essere utilizzate per periodi di anni,ma questo escludeva il contatto con la cute, e allora si e’ posto queste ampolle su una base metallica pretendendo che facessero parte del circuito elettrico.
Obiezioni:la corrente elettrica non e’ obbligata a passare per l’ampolla per percorrere il circuito,ma passa piu’ rapidamente sulla base su cui l’ampolla e’ poggiata; inoltre il vetro e’ un cattivo conduttore elettrico,addirittura un isolante:esistono vetri definiti conduttori(nelle celle fotovoltaiche)ma in quel caso il vetro e’ solo un supporto su cui viene steso il materiale conduttore,e cio‘ funziona per una superfice,non per un‘ampolla sigillata che di superfici ne ha due,non comunicanti;al massimo il vetro puo’ essere reso un “semiconduttore” miscelando con i silicati in fase di lavorazione ossidi metallici,ma non e’ molto efficiente.
Questo naturalmente sempre se e’ vero che il contatto con le varie sostanze causa variazioni del potenziale elettrico della pelle.
La versione successiva degli apparecchi portatili e’ stata quella con computerino:si tratta di una scatoletta in cui sarebbero immagazzinati i dati delle variazioni di potenziale elettrico causati sulla cute dal contatto con le varie sostanze,la quale quindi sottopone la cute a vari voltaggi (in millivolt)
caratteristici dei gruppi di sostanze prima e delle sostanze singole dopo:sempre prendendo per buona la teoria per cui si ha una risposta caratteristica del potenziale elettrico cutaneo per ogni sostanza applicata sulla pelle(ma quando preliminarmente si trattano i gruppi che voltaggio si usa? In questo caso non e’ possibile realizzare un miscuglio come nel caso delle sostanze in polvere:le polveri si mescolano,i volt no):
1)i risultati non sono riproducibili ma casuali:rifai il test subito dopo ed ottieni tutto un altro risultato!
2)probabilmente lo stato di idratazione della pelle ed il suo contenuto salino(che non e’ costante e non e’ lo stesso dei liquidi fisiologici,infatti la pelle ci appare salata) hanno un’influenza molto ma molto maggiore sulla conducibilita’ elettrica della cute
Infine il metodo kinesiologico valuta la diminuzione di forza muscolare che consegue all’assunzione dei vari alimenti:applicarlo in maniera letterale e’ impossibile:immaginate di ricoverarvi e nutrirvi a cicli con i singoli alimenti:10 giorni solo peperoni,10 solo lenticchie ecc o al massimo con miscele di alimenti per fare prima:anche in questo caso si e’ proceduto a formulare il metodo abbreviato:si tratta o di porre in bocca delle fialette contenenti le sostanze(ancora con il vetro…ma cosi’ si misura l’intolleranza ai silicati!)per un test che pure dura non meno di due ore, o si tengono in mano gli alimenti e si valuta manualmente la perdita di forza di contrazione:se pure avviene,si tratta pero’ di variazioni molto piccole,impossibili da cogliere obiettivamente con osservazioni manuali(si vede cioe’ come varia la forza della stretta di mano o la contrattilita‘ di altri muscoli raggiungibili con palpazioni dalla cute).
Ho osservato una degenerazione (e’ naturale…)di questo sistema:in farmacia un signore prima di acquistare il farmaco per il figlio ha voluto saggiarne la compatibilta’ con il metodo kinesiologico:ha estratto il blister dalla scatola e ha chiesto al figlio di stringerlo,poi gliel’ha ripetutamente strappato per vedere se il contatto con il farmaco causasse perdita di forza:peccato che cosi’ ha comprovato la compatibilita’ del figlio con la plastica…

UNA CONCLUSIONE?
La cura delle intolleranze si effettua tramite diete ad eliminazione e diete a rotazione (alternanza di dieta ad esclusione e di dieta libera) in modo da eliminare o perlomeno ridurre il principio nutritivo sospetto,questo dopo aver individuato con attenta anamnesi gli alimenti che producono malessere nell’organismo;nello stesso tempo,e’ opportuno ridurre quanto piu’ e’ possibile l’apporto di cibi conservati che presentano complesse aggiunte di additivi.
Dr. Nicola Lembo
L’intolleranza alimentare si manifesta quando l’organismo non riesce ad assorbire ed a metabolizzare un determinato componente degli alimenti,portando a conseguenze varie e di diversa intensita’ quando si assumono tali cibi.
I sintomi causati dalle intolleranze sono infatti molteplici e si manifestano in quei distretti che gia’ soffrono di difficolta’funzionali,aggravandole:per questo,anche se si manifestano dapprima a carico del sistema gastrointestinale,si puo’ avvertire una gamma di sintomi molto varia e complessa,che rende l’indagine difficoltosa.
Si osservano mal di testa,gonfiore gastrointestinale,stipsi o diarrea,depressione,irritabilita’,sonnolenza,affaticamento,dolori articolari,congiuntiviti recidivanti,prurito,sinusite,gengivite,laringite,cellulite,sovrappeso,ritenzione idrica,disturbi della circolazione venosa ecc; possono instaurarsi nuovi sintomi e possono essere peggiorate le condizioni di sofferenza dell’organismo,dagli stati infettivi a quelli infiammatori ai sintomi nervosi.
Si ritiene che venga coinvolto il sistema immunitario,ma comunque non con la produzione di anticorpi(in quel caso si tratterebbe di un’allergia), piuttosto la stimolazione continua e protratta del sistema immunitario porterebbe alla produzione di radicali liberi che causano stati infiammatori innanzitutto a carico dell’apparato digerente,interferendo con le capacita’ di assorbimento dell’intestino, come avviene con il glutine,e poi di altri organi o tessuti gia’ affetti da stati patologici o difficolta’ latenti.
In realta’ si e’ trovato che l’intolleranza al glutine coinvolge si il sistema immunitario senza la produzione di IgE,le”reagine”,ma con la produzione di IgA ed IgG,anticorpi antigliadina: lo stesso una reazione allergica piuttosto che un’intolleranza.
Le intolleranze sono dovute piu’ propriamente a deficit enzimatici,cioe‘ ad una insufficiente quantita‘ degli enzimi che devono metabolizzare e trasformare le specifiche sostanze(ed e‘ quello che succede per lattosio,fruttosio e sorbitolo).
.
Nella valutazione delle intolleranze bisogna prendere in considerazione anche gli alimenti trattati e conservati,per via della presenza di additivi chimici che sono estranei alla storia evolutiva dell’uomo.
Inoltre vanno presi in considerazione fenomeni di intossicazione che possono essere dati dai metodi di cottura,come per le fritture, o i cibi particolarmente grassi,con meccanismi che pero’ non c’entrano niente con le intolleranze
I TEST
Nessuno dei test proposti per rilevare le intolleranze alimentari sembra avere le caratteristiche di affidabilita’ o addirittura di serieta’che ci si aspetta da un esame clinico.
-I test su campione di sangue consistono nel valutare se fra gli anticorpi presenti nel plasma (in
particolare i neutrofili)ve ne sono di sensibili a qualche alimento.Dopo qualche giorno di contatto plasma-alimento se si e’ in presenza di intolleranze si dovrebbe osservare una reazione degli anticorpi specifici; data la quantita’ sterminata di alimenti,conservanti ed additivi vari si ricorre ad estratti che presentano gli alimenti in gruppi,per poi scendere in particolare nel gruppo che ha mostrato problemi;:il dubbio sulla reale fondatezza teorica del metodo:se si cercano gli anticorpi vuol dire che siamo in presenza di una reazione allergica,ma un cibo che procura un’allergia e’ immediatamente individuabile non solo con le prove allergologiche,ma anche con l’osservazione diretta del paziente:se ogni volta che mangi le fragole hai un’allergia…
Anche i sostenitori di questo metodo analitico sostengono che le intolleranze non causano la produzione di anticorpi e quindi il metodo proposto e’ contraddittorio:
Si parla di allergie “ritardate” o “nascoste”,e sul sangue si finisce per cercare sempre gli anticorpi,che l’intolleranza non produce.
Un altro limite e’ nella realizzazione “in vitro” della prova,questa coinvolge solo gli anticorpi presenti nel sangue e non il sistema immunitario e l’apparato digerente,e quasi sempre l’intolleranza si manifesta con irritazione intestinale e puo’ dare fenomeni di accumulo in distretti che possono essere diversi dal sangue(es. il fruttosio nello stesso intestino,sostanze lipofile nel tessuto adiposo)
Il piu’ moderno e’ il test della reazione delle IgG ed IgA basata su una metodica ELISA computerizzata (Enzyme Linked ImmunoSorbed assay,dosaggio immune adsorbito legato ad un enzima),che non prevede l’intervento di un tecnico che puo’ essere piu’ o meno esperto,ma riguarda sempre la ricerca di anticorpi,i quali pero’si formano in seguito a reazioni allergiche(oltre che infettive):questi test,rilevando le ig derivanti anche da vecchie infezioni batteriche,danno un eccesso di risultati spesso falsi.
I test citotossici,sempre relativi all’osservazione delle variazioni che interessano le cellule del sangue,risentono della soggettivita’ del tecnico,e sarebbero affidabili,sempre tenendo presente che pero‘ le intolleranze non portano alla formazione di anticorpi),per le sostanze idrosolubili,molto meno per le sostanze solide,inoltre,dando risultati per gruppi di sostanze,finiscono per spingere a diete troppo restrittive
-La necessita’ di rendere piu’ brevi e meno costosi gli esami per individuare le intolleranze alimentari ha portato all’elaborazione di apparecchiature portatili molto discutibili:
Il primo apparecchio che ho visto era della OTI,casa produttrice di farmaci omeopatici:questo apparecchio si proponeva di mettere in contatto la cute del paziente con le svariate categorie di sostanze che possono dare intolleranza: peccato che la reazione di intolleranza si manifesta soprattutto a livello della mucosa gastrica,ma comunque,per realizzare questo test sarebbero state necessarie centinaia di sostanze,tutte da applicare sulla cute per vedere quale variazione di potenziale elettrico causassero,sprecando pero’ ogni volta centinaia di campioni di sostanze anche costose,senza contare quelle che si degradano rapidamente e vanno sostituite.
Il colpo di genio e’ stato quello di sigillare in ampolle di vetro le sostanze,in modo che potessero essere utilizzate per periodi di anni,ma questo escludeva il contatto con la cute, e allora si e’ posto queste ampolle su una base metallica pretendendo che facessero parte del circuito elettrico.
Obiezioni:la corrente elettrica non e’ obbligata a passare per l’ampolla per percorrere il circuito,ma passa piu’ rapidamente sulla base su cui l’ampolla e’ poggiata; inoltre il vetro e’ un cattivo conduttore elettrico,addirittura un isolante:esistono vetri definiti conduttori(nelle celle fotovoltaiche)ma in quel caso il vetro e’ solo un supporto su cui viene steso il materiale conduttore,e cio‘ funziona per una superfice,non per un‘ampolla sigillata che di superfici ne ha due,non comunicanti;al massimo il vetro puo’ essere reso un “semiconduttore” miscelando con i silicati in fase di lavorazione ossidi metallici,ma non e’ molto efficiente.
Questo naturalmente sempre se e’ vero che il contatto con le varie sostanze causa variazioni del potenziale elettrico della pelle.
La versione successiva degli apparecchi portatili e’ stata quella con computerino:si tratta di una scatoletta in cui sarebbero immagazzinati i dati delle variazioni di potenziale elettrico causati sulla cute dal contatto con le varie sostanze,la quale quindi sottopone la cute a vari voltaggi (in millivolt)
caratteristici dei gruppi di sostanze prima e delle sostanze singole dopo:sempre prendendo per buona la teoria per cui si ha una risposta caratteristica del potenziale elettrico cutaneo per ogni sostanza applicata sulla pelle(ma quando preliminarmente si trattano i gruppi che voltaggio si usa? In questo caso non e’ possibile realizzare un miscuglio come nel caso delle sostanze in polvere:le polveri si mescolano,i volt no):
1)i risultati non sono riproducibili ma casuali:rifai il test subito dopo ed ottieni tutto un altro risultato!
2)probabilmente lo stato di idratazione della pelle ed il suo contenuto salino(che non e’ costante e non e’ lo stesso dei liquidi fisiologici,infatti la pelle ci appare salata) hanno un’influenza molto ma molto maggiore sulla conducibilita’ elettrica della cute
Infine il metodo kinesiologico valuta la diminuzione di forza muscolare che consegue all’assunzione dei vari alimenti:applicarlo in maniera letterale e’ impossibile:immaginate di ricoverarvi e nutrirvi a cicli con i singoli alimenti:10 giorni solo peperoni,10 solo lenticchie ecc o al massimo con miscele di alimenti per fare prima:anche in questo caso si e’ proceduto a formulare il metodo abbreviato:si tratta o di porre in bocca delle fialette contenenti le sostanze(ancora con il vetro…ma cosi’ si misura l’intolleranza ai silicati!)per un test che pure dura non meno di due ore, o si tengono in mano gli alimenti e si valuta manualmente la perdita di forza di contrazione:se pure avviene,si tratta pero’ di variazioni molto piccole,impossibili da cogliere obiettivamente con osservazioni manuali(si vede cioe’ come varia la forza della stretta di mano o la contrattilita‘ di altri muscoli raggiungibili con palpazioni dalla cute).
Ho osservato una degenerazione (e’ naturale…)di questo sistema:in farmacia un signore prima di acquistare il farmaco per il figlio ha voluto saggiarne la compatibilta’ con il metodo kinesiologico:ha estratto il blister dalla scatola e ha chiesto al figlio di stringerlo,poi gliel’ha ripetutamente strappato per vedere se il contatto con il farmaco causasse perdita di forza:peccato che cosi’ ha comprovato la compatibilita’ del figlio con la plastica…

UNA CONCLUSIONE?
La cura delle intolleranze si effettua tramite diete ad eliminazione e diete a rotazione (alternanza di dieta ad esclusione e di dieta libera) in modo da eliminare o perlomeno ridurre il principio nutritivo sospetto,questo dopo aver individuato con attenta anamnesi gli alimenti che producono malessere nell’organismo;nello stesso tempo,e’ opportuno ridurre quanto piu’ e’ possibile l’apporto di cibi conservati che presentano complesse aggiunte di additivi.
Dr. Nicola Lembo
Conventional medicine recognizes intolerance only four substances: gluten, fructose, sorbitol, lactose, but in alternative medicine theories on the causes of intolerance and directions on foods more 'risky are many: it may be intolerant to any substance and numerous theories assign intolerance of various entities' to 95% of the population.
Food intolerance occurs when the body can not absorb and metabolize a particular component of food, leading to different consequences and different intensity 'when taking these foods.
The symptoms caused by allergies are indeed many and manifest themselves in those districts that already 'suffer difficolta'funzionali, aggravandole: for this, even if ill initially charged to the gastrointestinal system, you can' experience a range of symptoms varied and complex, which makes the investigation difficult.
Observed headaches, gastrointestinal bloating, constipation or diarrhea, depression, irritability ', drowsiness, fatigue, joint pain, recurrent conjunctivitis, itching, sinusitis, gingivitis, laryngitis, cellulite, overweight, water retention, impaired venous circulation etc; can arise and new symptoms may be worsened the conditions of suffering of the body, from the states to those infectious inflammatory symptoms nervous.
It is believed that the immune system is involved, but not with the production of antibodies (in that case it would be an allergy), rather continuous and protracted stimulation of the immune system would lead to the production of free radicals that cause inflammation primarily to digestive, interfering with the ability 'absorption of the intestine, as happens with the gluten, and then to other organs or tissues already' suffering from disease states or difficulty 'latent.
In reality 'and' found that intolerance to gluten is involving the immune system without the production of IgE, the "reagins", but with the production of IgA and IgG antigliadin antibodies: the same as an allergic reaction rather than a ' intolerance.
Intolerances are due more 'properly to enzyme deficiencies, ie' to an insufficient amount 'of enzymes that metabolize and must transform specific substances (and and' what happens to lactose, fructose and sorbitol).
.
In the evaluation of intolerance must also consider the foods processed and stored, due to the presence of chemical additives that are foreign to the evolutionary history of man.
Also be taken into account phenomena of intoxication that may be given by cooking methods, as for frying, or particularly fatty foods, with mechanisms that but 'have nothing to do with intolerance
TESTS
None of the tests proposed to detect food intolerance seems to have the characteristics of reliability 'or even serieta'che would expect from a clinical examination.
-I Tests on blood samples are to assess whether between antibodies in the plasma (in
particularly neutrophils) there are sensitive to some alimento.Dopo few days of contact plasma-food if you are 'in the presence of allergies you should see a reaction of specific antibodies; given the amount 'cut off from food, preservatives and various additives is used to extracts that have food in groups, then dropped in particular in the group that showed problems;: doubt about the real merits of the theoretical method: if you seek antibodies means that we are in the presence of an allergic reaction, but a food that causes allergy and 'immediately identifiable not only with the allergy tests, but also with the direct observation of the patient: if every time you eat strawberries have a' allergy ...
Even supporters of this analytical method argue that intolerance does not cause the production of antibodies and therefore the method proposed and 'contradictory:
We talk about allergies "delayed" or "hidden", and you end up on the blood always seek antibodies, that intolerance does not produce.
Another limitation and 'in the realization "in vitro" test, this involves only the antibodies present in the blood and the immune system and the digestive system, and almost always intolerance manifests with intestinal irritation and can' give phenomena accumulation in districts that may be different from the blood (eg. fructose in the intestine itself, lipophilic substances into adipose tissue)
The most 'modern' test the reaction of IgG and IgA based on a computerized ELISA (Enzyme Linked ImmunoSorbed assay, dose immune adsorbed linked to an enzyme), which does not require the intervention of a technician who can 'be more' or less experienced, but always about antibodies, which form pero'si following allergic reactions (and infectious): these tests, detecting ig also deriving from old bacterial infections, damage excess results often false.
The cytotoxic test, always related to the observation of changes that affect the blood cells, are affected by the subjectivity 'of the technician, and would be reliable, always bearing in mind that, however,' intolerances do not lead to the formation of antibodies), for water-soluble substances, much less for solids, also giving results for groups of substances, they end up pushing too restrictive diets
-The Need 'to make more' shorter and less expensive tests to detect food intolerance has led to the development of portable equipment very questionable:
The first unit I saw was the OTI, manufacturer of homeopathic medicines: this device was intended to contact the patient's skin with the various categories of substances which may cause intolerance shame that the reaction of intolerance is manifested especially in of the gastric mucosa, but nevertheless, in order to achieve this test would have been necessary hundreds of substances, all applied to the skin to see what variation of electric potential were causing, wasting but 'every time hundreds of samples of substances also expensive, without counting those that degrade rapidly and must be replaced.
The stroke of genius and 'was to be sealed in glass ampoules substances, so they could be used for periods of years, but this excluded the contact with the skin, and then you and' place these ampoules on a metal base demanding that were part of the electrical circuit.
Objections: the electric current is not 'forced to go through the ampoule to travel the circuit, but goes more' rapidly on the basis of which the ampoule and 'resting; also the glass and 'a bad electrical conductor, an insulator even: there are glazing defined conductors (photovoltaic cells) but in that case the glass and' only a medium on which the conductive material is spread, and what 'works for an area, not for a sealed ampoule that surfaces has two, non-communicating, at most the glass can 'be made a "semiconductor" mixing with the silicates in the processing phase metal oxides, but not' very efficient.
This of course always if it 's true that the contact with various substances cause changes in the electrical potential of the skin.
The next version of the portable appliances' was the one with computerino: it is a small box which would be stored in the data of the variations in electrical potential on the skin caused by contact with various substances, which then submits the skin at various voltages (in millivolts)
characteristic of the groups of substances before and after of the individual substances: always good for taking the theory that it has a response characteristic of the electric potential skin for any substance applied to the skin (but when preliminarily treat the groups that voltage is used? In this If not 'possible to realize a mixture as in the case of the powdered substances: the powders are mixed, volts no):
1) the results are not reproducible but random: redo the test right after and get a completely different result!
2) probably the state of hydration of the skin and its salt content (which is not 'constant and not' the same physiological fluids, in fact, the skin appears salty) but have a very much higher conductivity on 'electric skin
Finally, the method kinesiology currency decreased muscle strength that follows the recruitment of various foods: apply it literally and 'impossible: imagine ricoverarvi and nurture cycles with individual foods: 10 days only peppers, lentils etc. only 10 or maximum with mixtures of foods to do before: also in this case and is 'proceeded to formulate the method abbreviated: it is either placed in the mouth of the vials containing the substances (still with the glass ... but so' is measured intolerance to silicates!) for a test which also lasts at least two hours, or you are holding foods and manually evaluating the loss of contraction force: if well done, but it ''s very small changes, impossible to grasp objectively with observations manual (you see that 'varies as the strength of the handshake or contractility' other muscles reached by palpation from the skin).
I observed degeneration (and 'natural ...) of this system: a gentleman in pharmacy before buying the drug for the son wanted to test its backwards compatibility' with the method kinesiology: the blister has extracted from the box and asked his son to tighten , then ripped it to him repeatedly to see if the contact with the drug causes a loss of strength shame that so 'has proven compatibility' of the child with the plastic ...
AN END?
The treatment of allergies is made through diets and elimination diets rotation (alternating exclusion diet and diet free) in order to eliminate or at least reduce the nutrient suspicion, this after identifying with careful medical history foods that produce malaise in 'body; at the same time, and' should be reduced as much as 'and' can the intake of foods preserved with complex additions of additives.
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lunedì 4 gennaio 2010
Il Predittore \ The Predictor
- Predittore! Il Divino Signore Pacal richiede la tua presenza!
- Quecotzl! Proprio adesso che stavo triangolando il pianeta che mi porterà dopo il 2012…soldato, tempo una mezza clessidra…
- Fingo di non aver sentito, per evitare che i tuoi capelli bianchi avvizziscano lontano dal tuo collo. Andiamo!
- Predittore! Eccoti qua. Anche se a rigor di logica non avrei dovuto aver bisogno di chiamarti…ma lasciamo perdere; questi ambasciatori venuti ad omaggiare la Mia Divina Persona hanno mostrato interesse per il tuo lavoro; prova a spiegargli quello che stai combinando…
- Onorevole Predittore, abbiamo sentito molto parlare del tuo metodo di divinazione mediante l’osservazione degli astri, ma i particolari ci sono sembrati…astrusi!
- Voi avete insistito, omaggianti ambasciatori, quanto a me…Predittore, con quale portantina verranno a prendermi, quella azzurra con nastri d’oro, quella d’oro con nastri azzurri…?
- …non saprei…
- Già! Ecco a voi il predittore, signori, é tutto vostro…nel senso che se voleste portarlo via con voi…
- Provo a spiegarmi; noi osserviamo gli oggetti perché sono raggiunti dalla luce e li vediamo solo quando sono illuminati; vale a dire, vediamo la luce riflessa dagli oggetti…
- E fin qui…
- Quindi il mondo é perché la luce é; se la luce non é, anche il mondo scompare.
- E qui invece non ci siamo più! Caro il mio Predittore, se intendo colpirti al capo con una ben meritata mazzata, al buio può darsi pure che non ti colga, ma se ti colgo…la senti eccome la botta!
- La sentirei io o la mia immagine?
- …spiegati meglio, potrebbe essermi utile per affibbiare ad altri le ferite delle battaglie…
- Potrebbero essere possibili mille e più mondi, ognuno l’immagine dell’altro sfalsata temporalmente…o forse potrebbe viaggiare qualcosa di più dell’immagine…
- Potrebbero viaggiare le bastonate!
- Potrebbero…ma noi stessi potremmo essere immagini inviate dalle immensità dello spazio…
- Attento al sacrilegio, Predittore; limitati all’indagine scientifica, non mettere in dubbio la sostanza e corporea e divina del tuo Signore Divino Pacal, Dio Figlio del Divino Padre Pacal.
- Ricomincia, mi sembra che tu l’abbia presa un pò alla lontana.
- Nessuna intenzione blasfema, Signore Divino, nessuna intenzione. Mi sono un po’ perso, ma ci arrivo: è che le implicazioni di queste scoperte sono molteplici e complesse. Dunque, i nostri occhi sono raggiunti dalla luce, non dagli oggetti; se spegniamo le torce le immagini non viaggiano più; dicevamo che é vero che potrebbero non essere solo le immagini dei corpi a viaggiare, ma anche le conseguenze delle loro azioni…ma va bene, va bene, questo non riguarda le valutazioni del futuro.
- In realtà le mie osservazioni sono cominciate con l’indagine del passato. Bisogna distinguere i corpi celesti in due gruppi: quelli che emettono luce e quelli che soltanto la riflettono; questi ultimi non riflettono solo la luce dei primi ma, soprattutto quando sono molto lontani dagli irradianti primari, si rimandano l’un l’altro la luce…quindi si scambiano delle immagini…le immagini della vita che si svolge su ciascun pianeta.
- Giacché la luce, pur con la sua fulminea velocità, impiega un certo tempo a percorrere le grandissime distanze fra gli astri, ecco che se osservo il pianeta Ctulu a 1000 anni luce da noi allo zenit, mi raggiungono sia le immagini della vita di mille anni fa del pianeta, sia di riflesso le immagini che la terra ha inviato duemila anni fa, sia le immagini che su quel pianeta arrivano da un terzo pianeta, Btuntzi, posto a sua volta a 2000 anni di distanza, al nadir; mi ripeto, ma é il punto essenziale: io da qui osserverò quindi o ciò che é avvenuto su Ctulu 1000 anni fa, o ciò che é avvenuto sulla terra 2000 anni fa, o ciò che è avvenuto su Btuntzi 2000 anni fa, o ciò che é avvenuto sulla terra 4000 anni fa o 6000 anni fa o 8000 anni fa… tutto insieme, naturalmente, a formare un magma indistinguibile di luce bianca…la separazione delle fonti è poi una questione di scelta di filtri prismatici e lenti: in futuro parleranno di lunghezza d’onda, frequenza, ampiezza.
- Quindi trovando una opportuna successione di pianeti e di distanze posso osservare ciò che è successo in ogni epoca in tutto l’universo o, cosa che più ci preme, sul nostro pianeta; la ricerca a quel punto è stata volta a trovare una serie di rimbalzi che ci mostrasse la luce inviata dalla nostra terra nei diecimila anni appena trascorsi e riflessa dai pianeti circostanti e da questi reinviata a noi con diversi intervalli temporali, fissi per ciascun pianeta (e ciascuna distanza).
- Onorevole Predittore, ci sorprende il ricorso a termini come anno luce, anche se ne intuiamo il significato; è affascinante il metodo che a tuo dire ti consente così di indagare il passato…ma noi aspettiamo che tu faccia onore al tuo nome…
- Bene: la scelta dei termini è relativa all’esperienza fatta con il futurceviamo le immagini che la terra invierà riflettendo la luce nei prossimi dieci,o cento o mille anni.
Le opportune relazioni fra pianeti e zone d’ombra mi hanno permesso di osservare finora i prossimi 1230 anni, in un a data che in futuro sarà definita anno 2012, con osservazioni sconvolgenti; proprio adesso ho trovato un pianeta che con la sua luce mi può mettere in grado di superare questa data…
- Ecco, predittore, perchè parli di 2012 se ci troviamo nel 3812 del Lungo Computo? C’entra questo tuo ringiovanire del tempo?
- Non in questo caso, Divino Signore Pacal, è solo per la datazione che in futuro l’umanità preferirà adottare.
- Vale a dire, vi sarà un momento così importante che si interromperà il Lungo Computo per ricominciare a contare?
- Evidentemente sì, anche se l’avvenimento mi deve essere sfuggito…strano però, visto il gran rilievo che avrà nei millenni successivi…
- Se fosse l’unica stranezza…intanto tu certifichi con le tue predizioni…
- Osservazioni, Divino Signore Pacal…
- Visioni, semmai vaneggiamenti…quindi hai osservato che il mondo fra…1230 anni esisterà ancora…quindi è ancora lungo il mio compito…Predittore, cessa immediatamente la tua indagine, che mi pare possa tendere persino all’infinito, e tenerti qui a palazzo all’infinito non mi pare il caso…
“Predittore, predittore
mangi e bevi a tutte l’ore…”
- …mi dicono che prendi il meglio di tutto alla mia mensa, e non solo alla mensa…
- Facciamola finita quindi, che la tua indagine si arresti a questo bastevole 2012: per quell’epoca mi sarò ben stancato di regnare sugli uomini e desidererò senz’altro tornare al mio Dio Padre Pacal…
- Rivedi un po’ tutto, riordina e, mi raccomando, nessun cenno a quelle ridicolaggini di macchine volanti e uomini che passeggiano sulla luna, mi manca solo che si sparga la voce che a corte finanzio mentecatti…mettici alluvioni, frane, terremoti…le cavallette! Ecco, mettici pure le cavallette, ma lascia perdere ‘ste babbombe atomiche…
- Piuttosto…visto che ho deciso di ritirarmi dalla vita terrena per questo fantomatico tuo 2012, cosa ritieni, che il mondo sopravviverà alla mia partenza? Io temo piuttosto che verrà a mancargli la luce, la guida e la saldezza…già, sicuramente il mondo tutto non vorrà più vivere senza la mia divina consolazione e mio Padre Dio Pacal spegnerà le luci su questo miserevole formicaio…tu che pensi Predittore, è possibile?
- E' possibile.
Nicola Lembo

- Quecotzl! Proprio adesso che stavo triangolando il pianeta che mi porterà dopo il 2012…soldato, tempo una mezza clessidra…
- Fingo di non aver sentito, per evitare che i tuoi capelli bianchi avvizziscano lontano dal tuo collo. Andiamo!
- Predittore! Eccoti qua. Anche se a rigor di logica non avrei dovuto aver bisogno di chiamarti…ma lasciamo perdere; questi ambasciatori venuti ad omaggiare la Mia Divina Persona hanno mostrato interesse per il tuo lavoro; prova a spiegargli quello che stai combinando…
- Onorevole Predittore, abbiamo sentito molto parlare del tuo metodo di divinazione mediante l’osservazione degli astri, ma i particolari ci sono sembrati…astrusi!
- Voi avete insistito, omaggianti ambasciatori, quanto a me…Predittore, con quale portantina verranno a prendermi, quella azzurra con nastri d’oro, quella d’oro con nastri azzurri…?
- …non saprei…
- Già! Ecco a voi il predittore, signori, é tutto vostro…nel senso che se voleste portarlo via con voi…
- Provo a spiegarmi; noi osserviamo gli oggetti perché sono raggiunti dalla luce e li vediamo solo quando sono illuminati; vale a dire, vediamo la luce riflessa dagli oggetti…
- E fin qui…
- Quindi il mondo é perché la luce é; se la luce non é, anche il mondo scompare.
- E qui invece non ci siamo più! Caro il mio Predittore, se intendo colpirti al capo con una ben meritata mazzata, al buio può darsi pure che non ti colga, ma se ti colgo…la senti eccome la botta!
- La sentirei io o la mia immagine?
- …spiegati meglio, potrebbe essermi utile per affibbiare ad altri le ferite delle battaglie…
- Potrebbero essere possibili mille e più mondi, ognuno l’immagine dell’altro sfalsata temporalmente…o forse potrebbe viaggiare qualcosa di più dell’immagine…
- Potrebbero viaggiare le bastonate!
- Potrebbero…ma noi stessi potremmo essere immagini inviate dalle immensità dello spazio…
- Attento al sacrilegio, Predittore; limitati all’indagine scientifica, non mettere in dubbio la sostanza e corporea e divina del tuo Signore Divino Pacal, Dio Figlio del Divino Padre Pacal.
- Ricomincia, mi sembra che tu l’abbia presa un pò alla lontana.
- Nessuna intenzione blasfema, Signore Divino, nessuna intenzione. Mi sono un po’ perso, ma ci arrivo: è che le implicazioni di queste scoperte sono molteplici e complesse. Dunque, i nostri occhi sono raggiunti dalla luce, non dagli oggetti; se spegniamo le torce le immagini non viaggiano più; dicevamo che é vero che potrebbero non essere solo le immagini dei corpi a viaggiare, ma anche le conseguenze delle loro azioni…ma va bene, va bene, questo non riguarda le valutazioni del futuro.
- In realtà le mie osservazioni sono cominciate con l’indagine del passato. Bisogna distinguere i corpi celesti in due gruppi: quelli che emettono luce e quelli che soltanto la riflettono; questi ultimi non riflettono solo la luce dei primi ma, soprattutto quando sono molto lontani dagli irradianti primari, si rimandano l’un l’altro la luce…quindi si scambiano delle immagini…le immagini della vita che si svolge su ciascun pianeta.
- Giacché la luce, pur con la sua fulminea velocità, impiega un certo tempo a percorrere le grandissime distanze fra gli astri, ecco che se osservo il pianeta Ctulu a 1000 anni luce da noi allo zenit, mi raggiungono sia le immagini della vita di mille anni fa del pianeta, sia di riflesso le immagini che la terra ha inviato duemila anni fa, sia le immagini che su quel pianeta arrivano da un terzo pianeta, Btuntzi, posto a sua volta a 2000 anni di distanza, al nadir; mi ripeto, ma é il punto essenziale: io da qui osserverò quindi o ciò che é avvenuto su Ctulu 1000 anni fa, o ciò che é avvenuto sulla terra 2000 anni fa, o ciò che è avvenuto su Btuntzi 2000 anni fa, o ciò che é avvenuto sulla terra 4000 anni fa o 6000 anni fa o 8000 anni fa… tutto insieme, naturalmente, a formare un magma indistinguibile di luce bianca…la separazione delle fonti è poi una questione di scelta di filtri prismatici e lenti: in futuro parleranno di lunghezza d’onda, frequenza, ampiezza.
- Quindi trovando una opportuna successione di pianeti e di distanze posso osservare ciò che è successo in ogni epoca in tutto l’universo o, cosa che più ci preme, sul nostro pianeta; la ricerca a quel punto è stata volta a trovare una serie di rimbalzi che ci mostrasse la luce inviata dalla nostra terra nei diecimila anni appena trascorsi e riflessa dai pianeti circostanti e da questi reinviata a noi con diversi intervalli temporali, fissi per ciascun pianeta (e ciascuna distanza).
- Onorevole Predittore, ci sorprende il ricorso a termini come anno luce, anche se ne intuiamo il significato; è affascinante il metodo che a tuo dire ti consente così di indagare il passato…ma noi aspettiamo che tu faccia onore al tuo nome…
- Bene: la scelta dei termini è relativa all’esperienza fatta con il futurceviamo le immagini che la terra invierà riflettendo la luce nei prossimi dieci,o cento o mille anni.
Le opportune relazioni fra pianeti e zone d’ombra mi hanno permesso di osservare finora i prossimi 1230 anni, in un a data che in futuro sarà definita anno 2012, con osservazioni sconvolgenti; proprio adesso ho trovato un pianeta che con la sua luce mi può mettere in grado di superare questa data…
- Ecco, predittore, perchè parli di 2012 se ci troviamo nel 3812 del Lungo Computo? C’entra questo tuo ringiovanire del tempo?
- Non in questo caso, Divino Signore Pacal, è solo per la datazione che in futuro l’umanità preferirà adottare.
- Vale a dire, vi sarà un momento così importante che si interromperà il Lungo Computo per ricominciare a contare?
- Evidentemente sì, anche se l’avvenimento mi deve essere sfuggito…strano però, visto il gran rilievo che avrà nei millenni successivi…
- Se fosse l’unica stranezza…intanto tu certifichi con le tue predizioni…
- Osservazioni, Divino Signore Pacal…
- Visioni, semmai vaneggiamenti…quindi hai osservato che il mondo fra…1230 anni esisterà ancora…quindi è ancora lungo il mio compito…Predittore, cessa immediatamente la tua indagine, che mi pare possa tendere persino all’infinito, e tenerti qui a palazzo all’infinito non mi pare il caso…
“Predittore, predittore
mangi e bevi a tutte l’ore…”
- …mi dicono che prendi il meglio di tutto alla mia mensa, e non solo alla mensa…
- Facciamola finita quindi, che la tua indagine si arresti a questo bastevole 2012: per quell’epoca mi sarò ben stancato di regnare sugli uomini e desidererò senz’altro tornare al mio Dio Padre Pacal…
- Rivedi un po’ tutto, riordina e, mi raccomando, nessun cenno a quelle ridicolaggini di macchine volanti e uomini che passeggiano sulla luna, mi manca solo che si sparga la voce che a corte finanzio mentecatti…mettici alluvioni, frane, terremoti…le cavallette! Ecco, mettici pure le cavallette, ma lascia perdere ‘ste babbombe atomiche…
- Piuttosto…visto che ho deciso di ritirarmi dalla vita terrena per questo fantomatico tuo 2012, cosa ritieni, che il mondo sopravviverà alla mia partenza? Io temo piuttosto che verrà a mancargli la luce, la guida e la saldezza…già, sicuramente il mondo tutto non vorrà più vivere senza la mia divina consolazione e mio Padre Dio Pacal spegnerà le luci su questo miserevole formicaio…tu che pensi Predittore, è possibile?
- E' possibile.
Nicola Lembo

- Predictor! The Divine Lord Pacal requires your presence!
- Quecotzl! Right now I was triangulating the planet that will take me after 2012 ... soldier, a half-time hourglass ...
- I pretend not to hear, to prevent your white hair wither away from your neck. Let'S Go!
- Predictor! There you are. Although logically I should not need to call you ... but never mind; these ambassadors came to pay homage to the Divine Person Mia showed interest in your work; trying to explain to him what you're up to ...
- Mr Predictor, we have heard a lot about your method of divination by observation of the stars, but the details seem to us ... abstruse!
- You have insisted, omaggianti ambassadors, as for me ... predictor, with whom sedan will get me, the blue one with gold ribbons, the gold with blue ribbons ...?
- ... I do not know ...
- Yeah! Here's the predictor, gentlemen, is all yours ... in the sense that if you wanted to take it away with you ...
- I try to explain; we observe the objects because they are achieved by the light and we see them only when they are lit; namely, we see the light reflected by the objects ...
- So far ...
- So the world is because the light is; if the light is not even the world disappears.
- And here instead we have not! My dear predictor, if I intend to hit you on the head with a well-deserved blow in the dark it may be well that you do not grasp, but if I catch you ... you feel it all right the blow!
- The feel I or my image?
- ... Better explained, could be useful for me to tie other wounds of battle ...
- There may be a thousand and one possible worlds, each the image of the temporally staggered ... or perhaps could travel something more picture ...
- They could travel beatings!
- They could ... but we ourselves may be sent by the immensity of space images ...
- Watch out for the sacrilege, Predictor; limited to scientific, not to question the substance and body and your divine Divine Lord Pacal, God the Son of the Divine Father Pacal.
- Restart, it seems to me that you have it taken a little distant.
- No intention blasphemous, Lord Divine, no intention. I am a bit 'lost, but get there: is that the implications of these findings are multiple and complex. Therefore, our eyes are achieved by light, not by the objects; if we turn off the flashlights images do not travel more; we said that it is true that may not be only the images of the bodies to travel, but also the consequences of their actions ... but okay, okay, this is not about the feedback of the future.
- Actually my observations began with the investigation of the past. One must distinguish the celestial bodies in two groups: those that emit light and those that only reflect; they do not reflect only the light of the first but, especially when they are very far from radiating primary should refer to each other the light ... then exchange the images ... images of life that takes place on each planet.
- Because the light, even with his lightning speed, it takes some time to travel the great distances between the stars, here is that if I look at the planet Ctulu 1000 light years from us at the zenith, I reach both pictures of the life of a thousand years ago the planet, is a reflection of the images that the earth has sent two thousand years ago, both the images of that planet come from a third planet, Btuntzi, place to turn to 2000 years later, at the nadir; I repeat myself, but it is the essential point: I will observe from here then, or what has happened on Ctulu 1000 years ago, or what has happened to the earth 2,000 years ago, or what happened on Btuntzi 2,000 years ago, or what has taken place on earth 4000 years ago or 6,000 years ago or 8,000 years ago ... all together, of course, to form a magma indistinguishable white light ... the separation of sources is then a matter of choice of filters and prismatic lenses: in the future will talk about wavelength, frequency, amplitude.
- So finding a suitable sequence of planets and the distances I can observe what has happened in every age throughout the universe or, thing that we want, on our planet; Research at that point it was time to find a number of bounces that show us the light sent from our land in the ten thousand the years just passed and reflected by the planets surrounding and from these sent back to us with different time intervals, fixed for each planet (and each distance).
- Mr Predictor, surprisingly, the use of terms such as light-year, even if they intuit the meaning; is fascinating method that will let you say so to investigate the past ... but we expect you to do honor to your name ...
- Well: the choice of terms is on the experience made with the future of the earth, when I prefer these better represent the concept; but in the meantime: I did not imagine that this system would put me in touch with the future of our planet; along some triangulations light deflected until they touch the shaded areas and allontanandosene "rejuvenated", ie showed images already seen in projections of a thousand years, but after a journey that lasted three thousand years; the skimming more shadow areas multiplied this distortion of the time and who knows, perhaps even of space, up to produce images that according to the calculations apparently came to us before our own planet would send the space ... that is to say that so receive images that the earth will reflect the light in the next ten, or a hundred or a thousand years.
The appropriate relations between planets and shaded areas have allowed me to observe so far the next 1230 years, at a date that will be defined in the future year 2012, with observations shocking; right now I have found a planet with its light I can put in a position to overcome this date ...
- Here, predictor, because if we are talking about 2012 in 3812 the Long Count? Has this to rejuvenate your time?
- Not in this case, the Divine Lord Pacal, is only for dating in the future mankind will prefer to adopt.
- That is to say, there will be such an important moment that will stop the Long Count to start counting?
- Apparently yes, although the incident I must have missed ... weird though, given the great importance that will millennia later ...
- If it was the only oddity ... meanwhile you certify with your predictions ...
- Observations, Divine Lord Pacal ...
- Visions, ravings ... so if anything, did you observe that the world between 1230 years ... still exist ... so my task is still long ... Predictor, immediately cease your investigation, which I think may even tend to infinity, and keep you here at the palace infinity does not seem the case ...
"Predictor, predictor
eat and drink at all hours ... "
- ... I say take the best of everything at my table, and not just at the table ...
- Let's finish so that your investigation will stop this sufficient 2012: by then I'll be very tired and shall desire to rule over men definitely go back to my Father God Pacal ...
- Revise a bit 'all, reorders and, please, no nod to those absurdities of flying machines and men who walk on the moon, I need is to spread the rumor that the court ... I fund idiots put us floods, landslides, earthquakes ... the grasshoppers! Here, put even the grasshoppers, but let it go 'ste babbombe atomic ...
- Rather ... since I have decided to retire from earthly life to this phantom your 2012, do you believe that the world will survive my departure? I'm afraid to fail rather than be the light, the guidance and the firmness ... yeah, definitely the whole world will not want to live without my divine consolation and my Father God Pacal turn off the lights on this miserable ant ... you think that predictor is possible?
- Is possible.
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SPORT - tempi di svuotamento gastrico
QUANDO L'ALIMENTAZIONE E' MOLTO VICINA AGLI ALLENAMENTI
-lo svuotamento gastrico dopo un pasto tradizionale varia fra le 2 e le 3 ore;
il consumo di ossigeno pero' continua anche durante l'assorbimento intestinale,nelle
ore successive allo svuotamento gastrico,ed e' ossigeno che viene sottratto ai muscoli.
Sia il tempo di svuotamento gastrico che di digestione possono essere abbreviati privilegiando i carboidrati (frutta,pasta,riso,)rispetto alle proteine e riducendo i grassi alla quantita' minima indispensabile;vanno evitate anche verdure ed insalate perche'il loro contenuto in fibre rallenta la digestione.
-la velocita' di svuotamento gastrico viene rallentata dalla necessita' da parte dello stomaco di frazionare i bocconi solidi in parti il piu' possibile piccole o vicine allo stato liquido,per cui se vanno preferiti i carboidrati cio' e' vero per le forme piu' facilmente frazionabili (es riso e pasta piuttosto che panini,anche perche' gli amidi cotti in acqua vengono ridotti in frammenti piu' semplici)
-la digestione viene rallentata da tutte le bevande che presentano una concentrazione in zuccheri e sali maggiore rispetto alla composizione dei liquidi corporei,quindi se il pasto e' molto vicino all'attivita' fisica vanno evitate bevande zuccherate,energetiche ecc; l'ideale e' l'acqua oligominerale (ma solo per favorire la digestione in tempi piu' rapidi,perche' in condizioni normali e' meglio assumere acqua con un normale contenuto salino,vista l'importanza di calcio e magnesio per l'organismo).
n.b.:l'effetto diuretico delle acque oligominerali si esplica se queste sono assunte a digiuno,quindi non causano problemi nel nostro caso,di sicuro non prima degli allenamenti.
-quindi se pranzo ed allenamento sono troppo vicini l'ideale e' pranzare con la frutta,preferendo quella piu' ricca di fruttosio,uva,banane,kiwi,caki piuttosto che mele,pere,arance il cui contenuto in fibre rallenta lo svuotamento gastrico;
la frutta pero' potrebbe essere insufficente a lenire la sensazione di fame,per cui si potrebbe ritenere indispensabile un pasto piu' tradizionale,ma ci si dovrebbe limitare a 120 gr di riso o pasta in brodo o al pomodoro,preparata con il minimo possibile di olio,giusto quello necessario ad ungere la pentola usata per la preparazione del pomodoro
-a titolo di esempio,ecco il tempo di svuotamento gastrico di alcuni alimenti:
Riso in brodo vegetale 1 ora
pasta al pomodoro 1,30 ore
Uova sbattute 1,30 ore
Trota bollita 1,30 ore
Mela 1,15 ore
Latte parzialmente scremato 2,15 ore
Uova alla coque 1,30 ore
pollo arrosto 2,20 ore
Torta con farina, latte, uova, zucchero 2,50 ore
Uova sode 3 ore
Bistecca di manzo magro alla griglia 3,30 ore
Maiale arrosto 4 ore
Pane 3,30 ore
Carote lessate 3,15 ore
Dr. Nicola Lembo su Facebook pagina "Alimentazione Dieta Medicina naturale"
-lo svuotamento gastrico dopo un pasto tradizionale varia fra le 2 e le 3 ore;
il consumo di ossigeno pero' continua anche durante l'assorbimento intestinale,nelle
ore successive allo svuotamento gastrico,ed e' ossigeno che viene sottratto ai muscoli.
Sia il tempo di svuotamento gastrico che di digestione possono essere abbreviati privilegiando i carboidrati (frutta,pasta,riso,)rispetto alle proteine e riducendo i grassi alla quantita' minima indispensabile;vanno evitate anche verdure ed insalate perche'il loro contenuto in fibre rallenta la digestione.
-la velocita' di svuotamento gastrico viene rallentata dalla necessita' da parte dello stomaco di frazionare i bocconi solidi in parti il piu' possibile piccole o vicine allo stato liquido,per cui se vanno preferiti i carboidrati cio' e' vero per le forme piu' facilmente frazionabili (es riso e pasta piuttosto che panini,anche perche' gli amidi cotti in acqua vengono ridotti in frammenti piu' semplici)
-la digestione viene rallentata da tutte le bevande che presentano una concentrazione in zuccheri e sali maggiore rispetto alla composizione dei liquidi corporei,quindi se il pasto e' molto vicino all'attivita' fisica vanno evitate bevande zuccherate,energetiche ecc; l'ideale e' l'acqua oligominerale (ma solo per favorire la digestione in tempi piu' rapidi,perche' in condizioni normali e' meglio assumere acqua con un normale contenuto salino,vista l'importanza di calcio e magnesio per l'organismo).
n.b.:l'effetto diuretico delle acque oligominerali si esplica se queste sono assunte a digiuno,quindi non causano problemi nel nostro caso,di sicuro non prima degli allenamenti.
-quindi se pranzo ed allenamento sono troppo vicini l'ideale e' pranzare con la frutta,preferendo quella piu' ricca di fruttosio,uva,banane,kiwi,caki piuttosto che mele,pere,arance il cui contenuto in fibre rallenta lo svuotamento gastrico;
la frutta pero' potrebbe essere insufficente a lenire la sensazione di fame,per cui si potrebbe ritenere indispensabile un pasto piu' tradizionale,ma ci si dovrebbe limitare a 120 gr di riso o pasta in brodo o al pomodoro,preparata con il minimo possibile di olio,giusto quello necessario ad ungere la pentola usata per la preparazione del pomodoro
-a titolo di esempio,ecco il tempo di svuotamento gastrico di alcuni alimenti:
Riso in brodo vegetale 1 ora
pasta al pomodoro 1,30 ore
Uova sbattute 1,30 ore
Trota bollita 1,30 ore
Mela 1,15 ore
Latte parzialmente scremato 2,15 ore
Uova alla coque 1,30 ore
pollo arrosto 2,20 ore
Torta con farina, latte, uova, zucchero 2,50 ore
Uova sode 3 ore
Bistecca di manzo magro alla griglia 3,30 ore
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LA MENOPAUSA
La menopausa va considerata come una conseguenza fisiologica dell’avanzare dell’eta’,non come una patologia,pero’ comporta dei sintomi e delle conseguenze che possono sfociare in uno stato patologico,come l’osteoporosi,l’ipertensione,malattie metaboliche dovute a tassi ematici elevati di glucosio,colesterolo,trigliceridi,il sovrappeso(da cui l’importanza di controllare l’alimentazione sia come quantita‘ che come qualita‘).
Caratteristiche della menopausa sono le vampate di calore,accompagnate a volte da palpitazioni e dovute ad una vasodilatazione che produce,oltre al rossore e alla sensazione di calore,emicrania dovuta alla vasodilatazione cerebrale,sudorazione,disturbi del sonno con conseguente stanchezza,irritabilita’.
La ridotta secrezione ormonale puo’ causare anche dolori articolari.
I fenomeni depressivi possono essere dovuti ad una ridotta secrezione di serotonina.
Particolare gravita’ pero’ possono assumere le conseguenze a carico del tessuto osseo e dell’apparato cardiovascolare: si ha perdita di calcio che puo’ portare ad osteoporosi,si puo’ perdere fino al 15% della massa ossea,perdita che favorisce le fratture,mentre la riduzione della secrezione degli ormoni estrogeni espone alle patologie dell’apparato cardiovascolare (ipertensione,disturbi del microcircolo)
Quest’ultimo aspetto riveste particolare importanza giacche’ sono conseguenze che nei primi tempi sono asintomatiche,quindi spesso non si corre ai ripari.
Non sono da trascurare neanche le conseguenze cutanee,anche se sembrano avere solo valenza estetica:si osserva una riduzione della produzione di collagene di circa il 30 % ,con conseguente comparsa di secchezza cutanea e dei capelli,rughe profonde,unghie fragili.
Le conseguenze sull’apparato urogenitale possono causare prolasso uterino,incontinenza da sforzo,secchezza e maggiore esposizione a cistite.
Rimedi naturali:
-isoflavoni di soia,si osservano benefici dopo3-6 settimane.Si possono usare estratti proteici di soia,45-90 mg al di,lontano dai pasti;si puo’ ricorrere alle fonti alimentari(latte di soia).
Regolano anche lo scambio di calcio
-Finocchio: contiene fitoestrogeni, che hanno un’azione equilibrante sui livelli ematici di estrogeni,aumentandole la secrezione quando questi si abbassano
-artiglio del diavolo:ha azione antinfiammatoria utile nei dolori di artrosi che spesso insorgono in menopausa a causa di una diminuita produzione di ormoni
-biancospino,aiuta nell’ansia e nella tachicardia
-betulla (e altri diuretici,ma si preferisce la betulla perche‘ non causa la perdita di minerali insieme all‘acqua): e’ utile se si osserva ritenzione idrica
-centella,ippocastano ecc hanno un’azione flebotonica e di aiuto al trofismo vascolare utile nell’insufficenza venosa che puo’ insorgere in menopausa
-Cimicifuga:inibisce l’ormone luteinizzante,che aumenta in seguito alla riduzione della secrezione di estrogeni,e che e’ responsabile di molte conseguenze della menopausa; in realta’ sembra che si ottenga solo una riduzione della frequenza delle vampate
-puo’ essere utile assumere integratori multiminerali per ottenere un’azione rimineralizzante
-allo stesso modo il medico puo’ prescrivere una integrazione con vit. D e calcio
ALIMENTAZIONE:
Bisogna prediligere quegli alimenti piu’ ricchi di fitoestrogeni:soia(latte di soia),lenticchie,fagioli,piselli,
Quanto alla soia,e’ molto importante assumere una quantita’ di soia che contenga almeno 25 mg di proteine di soia ogni giorno;
il latte di soia e’ anche ricco di ferro,vit. del gruppo b,lecitine che riducono l’assorbimento di colesterolo e trigliceridi;contiene dal 2,75al 3,5 % di proteine ,attenzione perche’ la composizione del latte puo’ essere variabile,ma un apporto sufficiente puo’ essere dato da 600 ml al di (non deve sostituire i latticini,per via dell’importanza di questi come fonte di calcio).Va assunto da solo,lontano dai pasti.
salsa di soia e olio di soia sono privi di isoflavoni
Meglio rinunciare a caffe’,alcolici e fumo
E’ necessaria un’alimentazione con contenuto calorico piu’ basso rispetto a prima per contrastare la naturale tendenza al sovrappeso:vanno preferiti formaggi light,ricotta,latte parz scremato:e’ necessaria un’alimentazione ricca di calcio,ma questa non deve apportare troppi grassi(come avviene per i formaggi stagionati)
Bisogna ridurre gli alimenti di origine animale;va preferito l’olio extravergine di oliva rispetto a burro,lardo,strutto,pancetta ecc per il loro contenuto in colesterolo e trigliceridi.
Una complicazione possono essere una concomitante dieta dimagrante oppure un tipo di alimentazione volto a contrastare l'elevato tasso ematico di colesterolo e trigliceridi,perche' in questi casi una dieta poco accorta tende a ridurre drasticamente l'apporto di latticini,con il rischio di un insufficiente apporto di calcio.
L’attivita’ fisica allevia i sintomi della menopausa.
Caratteristiche della menopausa sono le vampate di calore,accompagnate a volte da palpitazioni e dovute ad una vasodilatazione che produce,oltre al rossore e alla sensazione di calore,emicrania dovuta alla vasodilatazione cerebrale,sudorazione,disturbi del sonno con conseguente stanchezza,irritabilita’.
La ridotta secrezione ormonale puo’ causare anche dolori articolari.
I fenomeni depressivi possono essere dovuti ad una ridotta secrezione di serotonina.
Particolare gravita’ pero’ possono assumere le conseguenze a carico del tessuto osseo e dell’apparato cardiovascolare: si ha perdita di calcio che puo’ portare ad osteoporosi,si puo’ perdere fino al 15% della massa ossea,perdita che favorisce le fratture,mentre la riduzione della secrezione degli ormoni estrogeni espone alle patologie dell’apparato cardiovascolare (ipertensione,disturbi del microcircolo)
Quest’ultimo aspetto riveste particolare importanza giacche’ sono conseguenze che nei primi tempi sono asintomatiche,quindi spesso non si corre ai ripari.
Non sono da trascurare neanche le conseguenze cutanee,anche se sembrano avere solo valenza estetica:si osserva una riduzione della produzione di collagene di circa il 30 % ,con conseguente comparsa di secchezza cutanea e dei capelli,rughe profonde,unghie fragili.
Le conseguenze sull’apparato urogenitale possono causare prolasso uterino,incontinenza da sforzo,secchezza e maggiore esposizione a cistite.
Rimedi naturali:
-isoflavoni di soia,si osservano benefici dopo3-6 settimane.Si possono usare estratti proteici di soia,45-90 mg al di,lontano dai pasti;si puo’ ricorrere alle fonti alimentari(latte di soia).
Regolano anche lo scambio di calcio
-Finocchio: contiene fitoestrogeni, che hanno un’azione equilibrante sui livelli ematici di estrogeni,aumentandole la secrezione quando questi si abbassano
-artiglio del diavolo:ha azione antinfiammatoria utile nei dolori di artrosi che spesso insorgono in menopausa a causa di una diminuita produzione di ormoni
-biancospino,aiuta nell’ansia e nella tachicardia
-betulla (e altri diuretici,ma si preferisce la betulla perche‘ non causa la perdita di minerali insieme all‘acqua): e’ utile se si osserva ritenzione idrica
-centella,ippocastano ecc hanno un’azione flebotonica e di aiuto al trofismo vascolare utile nell’insufficenza venosa che puo’ insorgere in menopausa
-Cimicifuga:inibisce l’ormone luteinizzante,che aumenta in seguito alla riduzione della secrezione di estrogeni,e che e’ responsabile di molte conseguenze della menopausa; in realta’ sembra che si ottenga solo una riduzione della frequenza delle vampate
-puo’ essere utile assumere integratori multiminerali per ottenere un’azione rimineralizzante
-allo stesso modo il medico puo’ prescrivere una integrazione con vit. D e calcio
ALIMENTAZIONE:
Bisogna prediligere quegli alimenti piu’ ricchi di fitoestrogeni:soia(latte di soia),lenticchie,fagioli,piselli,
Quanto alla soia,e’ molto importante assumere una quantita’ di soia che contenga almeno 25 mg di proteine di soia ogni giorno;
il latte di soia e’ anche ricco di ferro,vit. del gruppo b,lecitine che riducono l’assorbimento di colesterolo e trigliceridi;contiene dal 2,75al 3,5 % di proteine ,attenzione perche’ la composizione del latte puo’ essere variabile,ma un apporto sufficiente puo’ essere dato da 600 ml al di (non deve sostituire i latticini,per via dell’importanza di questi come fonte di calcio).Va assunto da solo,lontano dai pasti.
salsa di soia e olio di soia sono privi di isoflavoni
Meglio rinunciare a caffe’,alcolici e fumo
E’ necessaria un’alimentazione con contenuto calorico piu’ basso rispetto a prima per contrastare la naturale tendenza al sovrappeso:vanno preferiti formaggi light,ricotta,latte parz scremato:e’ necessaria un’alimentazione ricca di calcio,ma questa non deve apportare troppi grassi(come avviene per i formaggi stagionati)
Bisogna ridurre gli alimenti di origine animale;va preferito l’olio extravergine di oliva rispetto a burro,lardo,strutto,pancetta ecc per il loro contenuto in colesterolo e trigliceridi.
Una complicazione possono essere una concomitante dieta dimagrante oppure un tipo di alimentazione volto a contrastare l'elevato tasso ematico di colesterolo e trigliceridi,perche' in questi casi una dieta poco accorta tende a ridurre drasticamente l'apporto di latticini,con il rischio di un insufficiente apporto di calcio.
L’attivita’ fisica allevia i sintomi della menopausa.
mercoledì 23 dicembre 2009
Vedi di non farmi incazzare!
Cap 1 - Vedi di non farmi incazzare.
C’è una panchina in pietra, fredda, ma se accomodo il cappotto ci posso stare; una stanchezza…e dover raggiungere Roma…preferisco il treno, non è ancora abbastanza tardi e con l’auto troverei troppo traffico. Non vorrei proprio incazzarmi per motivi banali; farò la mia parte più tardi, arrivato a Roma, per ora sono stanco, annoiato ma calmo.
Neanche dieci persone ad aspettare il treno in questa serata d’inverno, non fredda ma triste, almeno sotto questi lampioni troppo alti per fare una buona luce; mi sforzo lo stesso di leggere nell’attesa che passi il treno…che dovrebbe essere già qui…infatti è da venti minuti che sarebbe dovuto passare: un pò di ritardo ce lo si aspetta, ma comincia ad essere troppo e non ho sentito alcun annuncio…poter almeno sapere quanto ancora devo aspettare…
Mi alzo e raggiungo l’unico ufficio illuminato che si vede dal marciapiede; massima calma, non vorrei proprio incazzarmi; busso, apro, saluto i tre scimmioni da panino alla porchetta:
- “Scusatemi, sapete dirmi che ritardo porta il treno per Roma?”
- “Cinquanta minuti porta, cinquanta” mi risponde divertito l’evidente capintesta
- “Non mi é sembrato di sentirlo dagli annunci; a saperlo avrei continuato in macchina…”
- “Non ha senso annunciare il ritardo del prossimo treno, visto che anche il precedente era in ritardo: abbiamo annunciato quello! Se ritarda il primo anche gli altri slittano…”
Il mio equilibrio logico vacilla, ma provo a capire:
- “Dunque, se devo partire alle sette di sera mi conviene venire in stazione alle sette di mattina per vedere come butta…poi prima di ogni partenza nella giornata mi conviene affacciarmi a vedere se si sono creati intoppi…che idiota…”
- “Come hai detto???”
- “Hai capito benissimo”.
Torno alla mia panchina, tanto arriverei in ritardo anche con la macchina. La straniante sera in riva ai binari si é movimentata: una coppia di adulti, nuovi arrivati, sta imbastendo una lite da innamoratini…avverto una pesantezza allo stomaco…Chino la testa sul libro e cerco di non ascoltare, ma i due passeri si impongono col loro vociare; mi rassegno a seguire la conversazione e li osservo; lui é un quarantenne nero pittato, dai capelli alle scarpe, passando per un cappotto nuovissimo e costoso.
Una figurina energica che dal suo scarso metro e settanta emana una forte aggressività rivolta, per ora almeno, alla ragazza, ma l’impressione é che la sua violenza gestuale debba tracimare presto per investire tutto il pubblico. Tiene stretta per i polsi la ragazza, che avrà almeno dieci anni di meno, ha una discreta eleganza da festa parrocchiale ed un’espressione di sofferenza spropositata per la semplice stretta ai polsi. Tutta la scena soffre di questo contrasto: gli atteggiamenti, di aggressività dell’uno e di patimento dell’altra, sarebbero più indicati per un’afflizione di maggiore violenza, oppure é solo un addensarsi di nubi…
La mia curiosità si esaurisce e torno alla scrittura sbiadita sulla pagina, ma i teatranti hanno bisogno di pubblico:
- “Lasciami, voglio andarmene, chiamo aiuto!”
- “E chi dovrebbe aiutarti, qualcuno di questi quattro fessi?”
Dovrei fregarmene, continuare a leggere o andarmene. Sento attorno lo stesso disagio, ma rimango sorpreso nel rendermi conto che lo sapevo, avrebbero coinvolto gli altri nella loro lite…forse litigano apposta per trovare bersagli esterni.
Allora li guardo, non perché mi senta provocato; il loro giochino mi annoia, ma mi incuriosisce vedere se si aspettano delle reazioni.
Il grillo schizzato infatti si guarda attorno e non si fa scappare l’occasione che gli ho dato:
- “Tu! Che cazzo guardi!”
- “NO. TU PERCHE' CAZZO TI IMPICCI A CONTROLLARE DOVE CAZZO GUARDO!”
Tenta per un paio di secondi di rigiocare la palla, poi resetta:
- “Allora, perché non ti fai i cazzi tuoi!”
- “Signore, non vuole lasciarmi andare…”
- “Zitta,stronza! Mi occupo dopo di te. Adesso mi lavoro l’eroe del giorno”
Già mi vedo a rotolarmi nelle pozzanghere avvoltolato a mister cappotto 600 euro…che cazzo…
Apro il cappotto, rigiro il lato sinistro ed estraggo giusto il calcio della pistola:
- “Vedi di non farmi incazzare”
- “Ah, così eh?”
- “Così, già”.
- “Due minuti che arrivo alla macchina!”
- “No. Tu non ci arrivi alla macchina. Muori prima”.
- “Signore, non volevo…voglio solo andare via…”
- “Adesso vuoi andare via, in realtà non avresti mai dovuto uscire con la scimmietta nervosa, stasera…e non dovresti uscirci mai.
Il tuo posto è con i compagnucci della parrocchietta a scambiarti santini; ma ti piace il bullo; ti piace quando fa il prepotente al bar, ti senti forte anche tu. Ti compiaci delle sue sbruffonate da duro, ma non arrivi a capire che di tutte le vittime che riuscirai ad angariare tu sarai sempre la prima e la più sottomessa: fino a quando il babbuino perderà i denti; allora rimarrai l’unica vittima commestibile e ne avrai di che piangere. E adesso fuori dalle palle col vostro teatrino, vedete di non farmi incazzare”.
Cap 7 - Cena e dopocena
-“Gigi’, ma pomodoro ce ne metti?”
-“Per niente, Enzo. Coprirebbe il sapore delle vongole”.
-“Neanche uno per colore?”
-“Per niente, ti dico. Assorbe olio. Ne basta uno per ridurre la capacità di ungere la pasta e costringere a ricorrere ad una quantità di olio molto maggiore, oppure ad una maggiore quantità di pomodoro, ed il sugo diverrebbe un’altra cosa”.
-“E sarebbe meglio…”
-“Sarebbe diverso. Invece una base acquosa, come il brodo di verdure, si emulsiona con l’olio, non lo cattura come fanno le fibre del pomodoro, lo lascia disponibile per condire la pasta: la cucina é combinazione e trasformazione di sostanze organiche. Conosco la chimica e per questo cucino meglio di voi”.
-“Ah ah ah! Mi vengono in mente certe cotolette…e la carbonizzazione che processo chimico é?”
-”E’ la fanculo-destinazione, e succede quando mi scordo la roba sui fornelli”.
-“E ti succede spesso…”
-“Succede”.
-“Rollo, a Zagarolo hanno messo il tabellone elettronico per i ritardi!”
-“L’ho visto…”
-“Cos’é, l’ultim’ora del telegiornale?”
-“Non é uscito sui giornali, ma é tutto merito di Rollo”.
-“Il Rollo in versione utilità sociale! Non ti ci vedo a promuovere petizioni…”
-“Dev’essere stato il capostazione”.
-“E tu allora che centri, Rollo?”
-“…Ho preso il treno, una sera…”
-“Ed hai rivoluzionato l’organizzazione delle ferrovie!”
-“Effetto secondario…ma non é stata la cazzata più strana quella sera…”
-“Ma che ci venivi a fare a Roma?”
-“…A parlare per un lavoro”.
-Il colloquio dev’essere andato male!”
-“Ah ah ah! E con chi sarebbe stato il colloquio, con la UUnlimited CChemical PProdigy?”
-“Con la UUh CChe PPalle! Me lo trovo un regolare lavoro da servo, prima o poi”.
-“Ma pure uno precario”.
-“A spizzichi e bocconi”.
-“A basta che paghino”.
-“Appunto, é lì che non combiniamo”.
-“Perchè fai il paragone con quello che alzi in una sola sera, ma non é la stessa cosa”.
-“Prima o poi ti capita la cazzata; tirati fuori”.
-“Come se l’avessi fatto, Gigi’”
-…Vabbè, colapasta!”
-"C'e' il Papa!”
-"Rollo, nel tuo stato capita di vedere la Madonna, qualche santo, se vedi “soltanto” il Papa, allora non era roba buona”.
-"In tv… parla contro il lusso…”
-"Il Papa non dovrebbe ostentare ricchezza, ma neanche ha tanto senso un simbolico pauperismo; com’é semplicistico criticare le ricchezze della chiesa, invitarla a vendere tutto e donare ai poveri: e quando i calici d’oro saranno finiti?”
-"intanto potrebbero uscire dalle s.p.a. delle fabbriche di armi”.
-"Minimo”.
-"Ma non mi riferivo a quello, che é riprovevole già per gli stessi precetti cattolici; é che non trovo inutili le chiese, i monumenti, le opere d’arte: certo la Chiesa ha speso grosse somme per edifici, statue, affreschi; ma tralascia pure il valore artistico, che già compenserebbe ogni singola giornata pagata ad ogni muratore o maestro (e comunque non immagino salari favolosi) e calcola quanto hanno reso con il turismo, o quanto varranno nei prossimi secoli, quando le nostre città, escluse da ogni circuito produttivo, avranno un pregio relativo solo alla loro capacità di trasformarsi in musei”.
-“Anche i comuni hanno finanziato opere notevoli”.
-"Ma nessuno ne fa una colpa ai Medici o ai dogi”.
-Si possono prevedere somme enormi se le calcoli in tempi così lunghi; si può valutarlo come uno dei più grandi affari economici della storia, ed é stato generato come effetto secondario di un investimento culturale!”
-"Pensa come sarebbe Roma senza il mecenatismo rinascimentale della Chiesa…”
“-Pensa come sarebbe Roma se non avessero calcinato i marmi imperiali per fabbricare cemento per le chiese”.
-"Grave perdita, ma nel cinquecento si ammirava solo l’arte contemporanea perché aveva un valore concettuale, simbolico e religioso, legato al momento storico presente. In un mondo pressoché analfabeta l’arte figurativa aveva un ruolo dottrinale insostituibile: grazie alla fede, dipinti e bassorilievi erano visti come rappresentazioni di avvenimenti indubitabilmente reali”.
-“Con grande confusione fra realtà e rappresentazione”.
-“Come quando uccisero Sadat: degli egiziani che guardavano le immagini registrate per la seconda, terza volta, urlavano al televisore che Sadat fuggisse da lì, che stava per essere ammazzato”.
-“Adesso invece apprezziamo l’arte dei secoli scorsi, non solo per considerazioni estetiche, che se parliamo del rinascimento pure basterebbero, ma anche perché abbiamo il tempo per ricostruire i riferimenti culturali e storici”.
-“Ci dedichiamo all’arte perché ne abbiamo il tempo…”
-“Certo; finché devi stare dal tramonto all’alba a zappare la terra non ti passa granché per la testa di girare per musei”.
-“Tutto merito del trattore quindi”.
-“Il trattore come fattore di progresso culturale?”
-“Nella misura in cui le braccia espulse dall’agricoltura hanno generato eserciti di storici, archeologi, scrittori”.
-“E la misura della persecuzione di questa giornata? Versa, che va a finire…la giornata, non il vino”.
-“Enzo, ti senti perseguitato?
-“…solo dalla stupidità e dalla maleducazione”.
-“Sarei indulgente con gli stupidi”.
-“Sono INTOLLERANTE alla stupidità, mi turba più della cattiveria; una persona maligna la riconosci, ti puoi difendere, la puoi tenere lontana, invece dalla stupidità non c’é difesa; lo stupido può anche essere un tuo buon amico: entra nelle tue faccende, si interessa, si propone di aiutarti e ti fa danno”.
-“Danniamo pure i maleducati?”
-“Non detesto TUTTE le persone maleducate”.
-“Tolleri per simpatia, per amicizia…”
“Non tanto; a volte tollero chi é maleducato sempre. E’ un comportamento sgradevole comunque, ma é maleducato con te, con i suoi familiari, con il vigile che lo ferma e prende la multa, quindi é un maleducato che paga dazio per il suo carattere; invece c’é chi é maleducato a seconda delle circostanze e delle persone che ha di fronte”.
“Nessuno fa il maleducato con me”.
“Infatti: tu Rollo mostri la tua aggressività anche se non apri bocca; aspetta di diventare vecchio, ma per ora nessuno ti manda a fanculo nel traffico”.
-“Bene, c’é un bar tabacchi dove capito a volte; c’é questo curioso tizio che sarebbe fuori posto anche su un pullman di pellegrini, pochi capelli marrone leccati in testa, maglioncini a vu a quadri, stortigno…ogni volta che entro mi scappa il “buongiorno…”
-“Quando ti svegli presto…”
-“Capita. Non risponde mai ed ogni volta mi ripropongo di non salutare più….ma poi sovrappensiero ci casco sempre; getta lì sul banco le sigarette come se fossero merda e guarda a significare: “che non ti sta bene?”
-“L’hai urtato in qualche modo?”
-“No, mai scambiato una parola; vorrei almeno una volta fissarlo cattivo e tirargli i soldi sul banco…”
-“Come se fossero merda”.
-“Esatto. Sono sicuro che il suo atteggiamento cambierebbe”.
-Ma due ceffoni no?”
-“Lo sai che non è nel mio carattere”.
ESTERNO 6: IL BAR DEL MALEDUCATO
Nel cortile laterale é abbastanza buio, alla finestrella ci arrivo facilmente…bar di merda, non mi aspetto certo un antifurto.
Le mensole di vetro alle spalle del banco però sono spettacolari, lunghe e colme di bottiglie, fissate ad una parete a specchio.
I tempi sono importanti, i collegamenti devono essere tesi e precisi…quattro mensole una sull’altra, però abbondantemente sfalsate…perfetto…poi venti centimetri ed altre quattro mensole simmetriche alle prime…cazzo, ci saranno un centinaio di bottiglie…serviranno due capi di lenza diversi perché la cosa abbia un certo ritmo…no, un ritmo preciso…PERFETTO!
Due ceffoni? Non fa parte del mio carattere…ma neanche questo farebbe parte del mio carattere..però sono qui, anche se la sensazione é di non esserci…come se non fossi il bravo fesso impacciato che questo cesso sberleffa tutte le volte…non sono lo stesso bravo fesso, quando sono “io” ad uscire di casa sono un’altro…sono PERFETTO!
E quindi eccomi; mi capita anche di alzarmi presto la mattina, Gigi’; tu é meglio se non mi vedi così, ma forse non mi riconosceresti.
Anche questo scemo sembra non riconoscermi o forse non si capacita…niente camice da due soldi, jeans anonimi…anonimo non sono proprio: giacca scura (capo firmato…), camicia a righine sottilissime di due diverse tonalità di blu, pettinatura fresca di parrucchiere; lo specchio dietro al banco affollato mi riflette un gradevole e divertente sguardo sulfureo…bene, così vado bene, sono PERFETTO.
Però adesso devo spostarmi sul lato destro, dove ho nascosto i tratti di lenza con i piccoli cappi, ci sono ancora, bene in tensione, controllo che non si vedano sotto le mensole, confido che a quest’ora della mattina ancora nessuno abbia chiesto liquori.
-“Caffé. Lungo”.
Si affretta, ma non riesce a guardare la macchina mentre muove le manopole, può solo guardarmi a bocca semi aperta, non si capacita che sia io, penso che in fondo non creda che sia io…fai bene, scemo, non sono “io”.
Devo svegliarlo, deve godersi lo spettacolo:
Due dita in alto, “snap-snap!” e quindi gli indico con due rotazioni del pollice le mensole alle sue spalle…primo cappio, lentamente, oscilla la base della bottiglia più lontana, sulla mensola più in alto…e casca! Seguono le altre, ordinatamente, in successione regolare, con ritmo preciso; in mente mi viene il ritmo di Worry (preòccupati…) e con la sinistra libera prendo a dirigere l’orchestra!
La testa del fesso ruota incredula dalle mensole alla mia mano, che si libra nell’aria al ritmo dei Free, anche se lui ode solo il fracasso delle bottiglie che si frantumano al suolo…ma il ritmo c’è, preciso; anche nel delicato momento in cui l’ultima bottiglia crolla sulla sporgenza della mensola sottostante…la quale si solleva nell’urto ed inclina tutte le bottiglie del ripiano…ad effetto domino: ognuna cerca il limpido cozzo con quella che segue, ed all’affondo imperioso del mio braccio direttoriale, con grande precisione, la scarica fragorosa investe la terza mensola, ed al successivo affondo anche la quarta cede.
Ora, presto, mentre contempla l’avverarsi del suo peggiore incubo (“ma reggeranno, mastro Beppe?” “Reggeranno, dotto’, reggeranno fino alla fine dei tempi”) via al secondo round, mano al cappio!
Spettacolo finito…facce incredule e divertite, a qualcuno sta per scappare l’applauso, anche se non possono capire così presto come ho fatto…solo quando raccoglieranno i cocci…
-“Buona giornata!”
Buona giornata? Tutto qui? E che altro avrei dovuto dirgli…PERFETTO!
Certo che quel fesso che ho lasciato a casa farebbe bene a non venirci più qui, non vorrei che si facesse male.
Cap 23 Mi stai chiedendo se scoperei un'ameba?
…finalmente il contanumeri chiama il mio turno; una sola impiegata agli sportelli, ogni volta diversa; dicono che vengono spostati alla bisogna nelle varie sedi, tutte ormai con il personale ridotto al di sotto di qualsiasi sufficienza funzionale.
-“Devo riscuotere questo assegno. E’ stato emesso dalla vostra filiale”.
Vaga espressione di indecisione…mi chiedo rapidamente se per errore non ho pronunciato un arruffato invito a cena con implicita scopatina ammazzacaffè.
- “Al momento non ho contanti in cassa…”
- “Pazienza, aspetto; non posso versarlo nella mia banca, ho il conto in Puglia”
- “Ma…è anche che non la conosciamo…servirebbero due documenti”
- “Non é un problema. Ecco patente e carta di identità; e sono già censito, è quasi un anno che vengo ogni mese a riscuotere”
- “ma non sono possibili movimenti contanti sopra i mille euro!”
- “Infatti vengo pagato con un assegno, non in contanti!”
- “…non credo di essere autorizzata a pagare…”
- “si faccia autorizzare allora!”
- “Posso farla parlare con il direttore…”
- “Bene, so qual’é l’ufficio, non si incomodi”.
Ma é anche peggio, visto che il nobile capintesta non vuole contraddire l’impiegata:
- “Esistono diverse sentenze della corte costituzionale che riconoscono che non siamo obbligati a pagare gli assegni: eccole!”
E raccoglie a caso dalla caotica scrivania faldoni di centinaia di fogli.Potrebbe bastare, ma il suo accomodare il culo alla forma della poltrona rivela il gusto per una polemica che ritiene di poter solo vincere:
- “E come mai non lo versa nella sua banca?”
- “Perchè é in Puglia la mia banca, non conto di tornarvi presto”.
- “Vede, noi pagando un assegno compiamo un atto di fiducia…”
E, sardonico ed ammiccante come chi spara la cartuccia vincente:
- “lei come mai non ha la fiducia della sua banca?”
E con questo mi dimostra che neanche ascolta; lui dispensa saggezza e certezze, cosa gli vuoi suggerire con le tue rimostranze… capisco che é inutile, ma continuo per inerzia a spiegarmi:
- “Non sono passato dalla mia banca, é in Puglia che ho il conto! Qui ho questo assegno, emesso dalla vostra filiale: sto chiedendo dei soldi che sono già miei! Non ha senso che mi rechi in Puglia per riscuotere”.
- “Quindi vuole riscuotere perché le servono adesso i soldi?”
- “Già, ci siamo appena liberati della confessione in chiesa e ci tocca confessarci in banca…”
Nel frattempo si affaccia alla porta un altro cliente che il direttore riconosce e, col pretesto di salutarlo, si alza e si avvicina, ergendosi col suo fisico da palestra in pausa pranzo e di fatto congedandomi. A questo punto posso solo dargli una ginocchiata nei coglioni, e la tentazione é fortissima, oppure andarmene…
- “Ecco il motivo della faccia nera di Giggin’!”
- “Già, dopo la mia fruttuosa mattinata in banca, Enzo…”
- “E la ginocchiata nei coglioni?”
- “Naturalmente ho preferito andarmene, Rollo. La mia stirpe ha una lunga tradizione di prudenza e basso profilo, per quanto mi rimane dei ricordi e dei racconti familiari; é un’eredità che ti porti appresso, come nelle scelte a cui fatalmente arrivi: cominci col non esporti per non rischiare e pian piano ti convinci di non essere all’altezza, di non essere capace…
Ma non é un atteggiamento che mi sento di condannare del tutto; mettiamo che sia una scelta comportamentale atavica, é una tattica che si é mostrata vincente; in fondo: la mia stirpe é arrivata a me, per costruirmi la vita, attraversando, necessariamente senza interruzioni, migliaia… milioni di anni senza che il filo si interrompesse; dai protozoi ad oggi c’é stata una linea di discendenza che mi ha generato ed é stata fatta da organismi che sono SEMPRE riusciti a riprodursi prima di morire”.
- “Quindi dopo due milioni di anni tu, Giggi’ sei il primo che va avanti a seghe: tutti i tuoi progenitori, persino i protozoi, hanno tutti scopato!”
- “Raramente i protozoi scopano; in genere si riproducono per scissione, ricorrono ad un comportamento sessuale solo di tanto in tanto, per garantire la variabilità genetica”.
- “Quindi tu, singolo degenere individuo, sei riuscito a far regredire la tua stirpe con un salto di milioni di anni…”
- “Allo stadio di protozoo, ho capito, però non oso scindermi”.
- “Scissione…nessuna variazione genetica…anche il sistema nervoso si scinde: la duplicazione dei neuroni comporterebbe la copiatura del loro assetto chimico? Verrebbe duplicata anche la registrazione chimica delle esperienze? Perchè se al nuovo individuo si trasferiscono le cognizioni del genitore, i suoi ricordi, ed esperienze, emozioni…é la strada dell’immortalità”.
- “Non credo che funzionerebbe, ma se impari a scinderti, non scopi più!”
- “Eh cazzo, Enzo, ma scopa quanto vuoi!”
- “Si, fammelo immaginare…un’ameba, un materiale morbido ed elastico che ti avvolge da tutte le parti, copre scivolando ogni centimetro della tua pelle, entra in tutte le pieghe ed anfratti…”
- “ANFRATTI!!!”
- “Per evitare termini volgari…forma ogni tipo di rientranza di misura perfetta…compone movimenti che chiudono ed aspirano…”
- “Rollo, trovi sensuale qualsiasi organismo vivente…”
- “Dici che mi scoperei anche un’ameba, Giggi’? Mmmm…si, credo che lo farei…”
- “Ma il meccanismo di riproduzione è relativo: se non hai figli, per milioni di anni una intera linea di discendenza di protozoi ha combattuto guerre chimiche con enzimi per sciogliere i nemici; dopo chissà quante migliaia di generazioni i tuoi antenati mammiferi si sono nascosti nel cavo degli alberi per sopravvivere ai grandi rettili. Pensa a quante volte un autentico miracolo ha consentito a queste specie di topolini che ti hanno generato di sfuggire a zanne ed artigli, ad alluvioni e frane, tutto per portare attraverso i millenni uno schizzetto di dna che ti desse la vita…se solo una volta un accidente qualsiasi avesse colpito uno qualunque dei milioni di esseri che hanno formato la tua linea di discendenza, la catena si sarebbe spezzata a quel punto…milioni di anni in cui milioni di individui uno appresso all’altro hanno avuto un culo pazzesco, le hanno scampate tutte, almeno fino al momento in cui hanno procreato…dopo di che, anche un solo minuto dopo, addio, mon cher, non servi più…sassi casualmente piovuti dalle rupi, frecce di nemici che finalmente trovano il loro bersaglio…”
- “Cavallette…”
- “Pure le cavallette, certo, ed é così per ogni individuo attualmente presente sul pianeta”.
- “Quindi se non ho figli ho sprecato un’odissea immane…”
- “Santa madonna prigioniera…ma non ci si può chiamare fuori da questa CAZZATA immane?”
- “E’ una bella responsabilità…tu da solo decidi di interrompere una linea di discendenza che ha contato milioni di esseri viventi, e comunque centinaia di migliaia di mammiferi e poi migliaia di esseri umani, che sembra essere esistita solo per metterti in piedi”.
- “Quindi, se sopravvive una stirpe prudente, o pavida, remissiva, sottomessa…”
- “Non esageri?”
- “Non parlo necessariamente di me. Se sopravvivono stirpi che comunemente vengono definite “perdenti”…può significare che perdenti non lo sono affatto”.
- “E’ chiaro che la paura favorisce la prudenza e quindi é un fattore utilissimo per la sopravvivenza”.
- “Ma allora perchè comportamenti vili come nascondersi, scappare, che pure risultano vincenti nella scala evolutiva, ci lasciano frustrati, pieni di sensi di colpa e vogliosi di clamorose rivincite?
Ma poi in realtà non ci si adatta facilmente ad un ruolo sottomesso, ad atteggiamenti remissivi… é più probabile che periodicamente qualcuno paghi per gli affronti che non abbiamo saputo respingere;
chi? In genere qualche individuo più debole, qualcuno che magari ci si affida con fiducia e che si rassegna a subirci; succede che abbozzi davanti all’entusiasmo amministrativo del direttore e torni a casa in apnea; lì dipende poi se aperta la porta trovi tuo figlio o tua moglie o il cane.
Io invece di questo posso essere orgoglioso: per le mie compensazioni emotive vado a cercarmi qualche maleducato da punire.
Enzo e Rollo non sanno che gli ho raccontato la mezza messa. Uscito dalla banca, in strada, mantengo la mia calma abituale; continuo a pensare di aver fatto la cosa migliore a lasciar perdere; poi pian piano un po’ di ottusa rabbia comincia a confondermi, prima lentamente, poi sempre più in fretta mi sento trasfigurare; so come andrà a finire ma non riesco a lenire la tensione che mi avvolge.Soffro di una mancanza di controllo da ubriaco.
E’ curioso come l’alcool appaia uno stimolante, invece deprime il mesencefalo, questo arcano e primigenio strumento castratorio di parole ed azioni (non di pensieri) regolato da considerazioni di opportunità sociale e prudenza fisica che ci riduce all’introspezione rosica-fegato ma ci impedisce anche di dar campo senza mediazioni a tutte le cazzate che ci parrebbe opportuno fare e dire.
E’ come se il mio orgoglio soffra delle offese patite fino a ricavarne uno stato depressivo che sul sistema nervoso centrale causa quell’apatia malinconica in cui ci si adagia quasi con voluttà: nel mio caso (patologico?) invece prevale questa depressione mesencefalica con la conseguente tracimazione di emozioni e comportamenti passionali non mediati più da alcun filtro… ed a volte son cazzi.Mi allontano più in fretta possibile dalla banca, dove evidentemente al momento di denunciare un’aggressione al caro direttore si accorgerebbero senza dubbio di conoscermi e si scoprirebbero in grado di fornire nome, cognome ed anche indirizzo, paese e pianeta di provenienza.
Per causare incidenti nel traffico è preferibile rubare una macchina grossa e nuova: i nemici pensano che gli darai comunque strada per non danneggiare un’auto costosa…anche se vi sono posti dove é regola che le precedenze agli incroci vengano risolte in base alla cilindrata, altri dove sembra opportuno individuare il clan di appartenenza del guidatore…
La via Flaminia si gode due carreggiate verso l’orrida Prima Porta; ad andatura spedita e nervosa percorro la metà sinistra della strada in attesa di una probabile invasione di corsia; l’attesa è breve; eleggo la mia vittima a causa del gesticolare furioso che gli vedo fare verso la donna seduta di fianco: non parla soltanto ma pontifica, esige, impone coi suoi pugni che ruotano brevemente in aria e poi calano improvvisi sullo sterzo. Lo seguo a meno di mezza macchina, attendo che raggiunga l’auto che lo precede; deve sorpassare, sono quasi affiancato e quindi non mi vede dallo specchietto…ecco che sorpassa e quasi mi finisce addosso: brevi colpetti di clacson, mi affaccio dal suo lato e con sulfureo sorriso mi poggio l’indice sotto l’occhio: il pugno alzato per ammonire la donna si volge dalla mia parte con l’immancabile “cazzo vuoi!” articolato dalla bocca aperta in un taglio sgradevole quasi quanto i baffi sottili e radi che il ghigno incazzato spinge verso il basso.
Dagli occhi mi si deve leggere una inaspettata soddisfazione o forse la sorpresa è vedere che il mio indice clicca lateralmente verso il bordo della strada, visto che la maschera truce lascia il posto ad una certa indecisione, ma non può tirarsi indietro: prova a fare la faccia neutra di chi non ha capito, ma il secondo richiamo del mio indice flesso non viene ignorato.Accosta, lo supero e mi fermo: fraintende il motivo della distanza che ho lasciato fra le due macchine; si erge, s’abbotta e muove entrambe le mani, con le dita a paletta verso l’alto: “vieni, vieni” significherebbe il gesto, fatto come a chi fa manovra per parcheggiare; anzi quando inserisco la retromarcia e parto viene verso di me, lasciando lo sportello aperto. Do un abbrivio dolce alla retromarcia, punto in linea retta verso lo sportello, quindi accelero e piallo le due fiancate con la esplosiva collisione degli specchietti ed il fracasso stagnoso dello sportello che si chiude.Il tizio assume improvvisamente un’espressione preoccupata e con una rapidità che comunque non deve sembrargli sufficiente raggiunge la maniglia e tira..bloccata!
E’ mio… procedo in avanti, lentamente, non voglio uno schiocco secco dei peroni, voglio fratture multiple scomposte e decomposizione eterna delle rotule; tale risultato è facile da ottenere, mi basta accostare la fiancata dalle lamiere già straziate e puntute, agli arti di quella che ormai senza scampo è la vittima della mia vendetta: ho l’impressione di ottenere la rotazione delle ginocchia, costrette dal movimento di sfregamento delle fiancate, mentre il bacino non può ruotare di conseguenza, a causa dello scarso spazio lasciato fra le due auto…Il risultato è il mucchietto informe lasciato sull’asfalto (niente che non possa guarire, tranne le ferite all’orgoglio: quelle sono mortali). Ma non ho finito: ora devo colpirlo dove fa più male…
Riattacco la retromarcia, questa volta imballo il motore, parto con la maggiore potenza che mi riesce e mi schianto sul muso della moritura scarrozzante; come era prevedibile, la distruzione del mio posteriore non pregiudica la marcia, ma la botta violenta ha raggiunto il motore e messo fuori squadra il telaio del prossimo abbonato atac.
Adesso potrebbe pure presentare il conto al direttore…
Cap 28 Vorrei solo un digestivo
Il televisore di fronte al banco del bar vomita l’abituale grumo di notizie estive:
“Clandestini: polemica della lega nei confronti del ministro Kyenge…”
La monotona consuetudine acustica del TG é variata dai commenti di due accigliati quarantenni appoggiati al banco:
- “Un ministro africano per occuparsi degli immigrati clandestini… come se un evasore fiscale lo mettessi a gestire le tasse!”
Enzo non trattiene un riso divertito:
- “Bell’autogol…”
- “Se tutti i giorni veniamo vaccinati dalle fregnacce dei leghisti, non si sentirà vergogna più di niente”.
- “I leghisti, la prova dell’esistenza degli extraterrestri”.
- “Perché sono verdi? O perché ancora non ti spieghi Calderoli…”
- “Perché’ DEVONO esistere altre vite in altri mondi: se miliardi di anni di evoluzione rischiano di portare a Matteo Salvini o Borghezio, di tentativi il Creatore ne avrà fatti parecchi”.
Intanto il biascichio affianco a noi continua:
- “Italiani, quanno innagurate er cervello …ditemelo che ve compro ‘na pianta!”
Rollo ha una smorfia da acidità di stomaco:
- “Ti serve l’indirizzo per mandare la pianta”
- “Che dici?”
- “Ti dico che per mandarmi la pianta hai bisogno del mio indirizzo”.
(- “Rollo, guarda che non abbiamo tempo…”
- “E che ce vo’…due minuti”).
- “Ecco un altro che dovrebbe portarseli a casa, i clandestini: vai a ritirarli a Lampedusa, te lo pago io il viaggio!”
Enzo sembra intervenire per togliere dalla discussione Rollo, ma il sorriso sghembo mi fa capire che conta di divertirsi:
- “E invece anch’io li butterei a mare tutti ‘sti negri che cercano solo assistenza e carità pubblica: in qualche anno risaneremmo il deficit se evitassimo di spendere per vestirli, nutrirli, curarli…
Non solo, andrei oltre: guadagno bene, pago un sacco di tasse e mi rode moltissimo mantenere cassintegrati, disoccupati, invalidi e pensionati”.
- “Enzo, da quando hai un conto in banca?”
- “Giggi’, la mia ricchezza é retorica. Voglio dire che serve al ragionamento. Quanto alla pecunia, lo sai che è poca e per giunta olet… ma dicevo, tagliamo alla radice questo scempio delle risorse pubbliche”.
E all’infastidito xenofobo:
- “Ci riusciamo se tuo padre molla la pensione che gli pago, che magari col suo lavoro ha fatto l’evasore per tutta la vita; ci riusciamo se tuo zio paralitico molla pensione di invalidità ed accompagnamento e si acconcia sulla sedia a rotelle ad intrecciare canestri di vimini, così si riduce pure l’importazione dalla Cina;
se tuo fratello rinuncia alla cassa integrazione e se ne va a cogliere i pomodori, che adesso sono tutti africani i braccianti agricoli: così possono pure sbarcare, ma quando trovano già occupati i lavori di merda, sottopagati e da stroncatura fisica, se ne scappano in Francia in canoa.
Che altro? Eh, hai voglia ancora! Che tua nonna si decida a morire, così oltre a risparmiarci la pensione (tanto con la scusa che era casalinga non ha mai versato niente all’INPS) ci risparmiamo un malloppetto di soldi per medicine, ricoveri ospedalieri e visite specialistiche.
Visto che non ci sono più posti da ingegnere o medico, chiudiamo la scuola pubblica ed insegnate ai VOSTRI figli a zappare la terra, passato e futuro del vero lavoro in Italia. Chi può pagherà la scuola privata ai propri figli; gli altri si imbarcassero sul primo transatlantico per il Venezuela per raggiungere gli avi bergamaschi o veneti (servizio a remi a 2 km dalle coste, prezzi esosi ma vuoi mettere che vi togliete dalle palle…)
COSI’ SI RISOLVE DAVVERO IL DEFICIT ECONOMICO!”
Un allibito, distinto, anziano signore si gonfia di imbarazzo ma non ce la fa a contenersi e così prorompe:
- “Quello che lei dice, signore, è francamente mostruoso! Non metta in dubbio l’utilità della scuola pubblica, della sanità, della previdenza sociale; si convinca anzi che il mantenimento dello stato sociale è il compito principale dello stato e di qualunque governo: in assenza di questa basilare forma di solidarietà umana è inutile anche parlare di stato, perchè avremmo solo le politiche economiche per le grosse imprese, le strategie per stimolare i consumi (a credito)…”
La faccia di Enzo si distende in un sorriso mentre allarga le braccia:
- “Ma carissimo amico mio, davvero mi ha preso serio?” poi rivolto all’amico: “Giggi’, davvero non si coglieva l’ironia?”
E Rollo, con la consueta grazia:
- “Nonno, un po’ di esercizio alle sinapsi, alle volte? Leggi “Il Male”, ricomprati il “Marc’Aurelio” a Porta Portese…”
Ad Enzo tocca di nuovo stoppare Rollo, che non tracimi:
- “Amico mio, in realtà vado in bestia per gli egoismi meschini di chi nega il proprio aiuto ai miserabili del mondo, senza accorgersi che spesso, a sua volta, è beneficato dalla solidarietà degli altri, sotto forma di pensioni, sanità, scuola pubblica, cassa integrazione;
vorrei metterli di fronte all’eventualità di perdere i vantaggi della solidarietà sociale; e non mi interessa il pretesto fiscale (“i servizi agli italiani che pagano le tasse”) perché dello stato sociale approfittano anche gli evasori, e sono tanti; anzi questi hanno una forma mentale che li porta ad usufruirne anche senza diritto, alla finti invalidi…”
I due torvi responsabili del mal di pancia di Rollo si riscuotono:
- “Allora non ho capito. Quindi tu sei a favore o contro…”
- “A’ Geppo M’Inceppo, ti sta dicendo che s’è stancato de paga’ pensioni a tu padre e tu nonno: che, ce mettono ancora tanto?”
- “Rollo, già nun ce stavano a capi’ gnente… vedete, finchè penso all’humani generis, mi sento la più generosa delle persone, tanto più se vengono da lontano e non ne conosco virtù, vizi e difetti; però conosco i nostri polli, e non mi piacciono gli impiegati pubblici che fanno un lavoro inutile, inventato per contenere la disoccupazione, ottenuto grazie all’appartenenza ad una clientela e che passano il tempo al bar a dire che ‘sti rumeni ci rubano il lavoro;
poi non mi piacciono quelli che hanno evaso per una vita, si godono pensione e cure mediche e baccagliano che non ci possiamo permettere di salvare dai flutti del mediterraneo i disperati che rischiano di affogarci;
e neanche mi piacciono quelli che hanno frequentato la scuola pubblica dove hanno imparato solo a fischiare i “negri” allo stadio;
quindi frusterei tutti quelli che approfittano del sistema solidaristico, purchè ce ne sia solo per loro;
e non mi piacciono neanche quelli che dicono: “si, ma noi siamo italiani”:
ecchisenefrega! Io sono sannita, mi frega assai di veneti, bruzi, liguri od osci (dei frentani o dei marrucini poi me ne stracatafotto)”.
Il viso dei due bravi patrioti si fa finalmente compunto ed atteggiato a dignità seriosa:
- “Ma poi, noi stavamo parlando fra amici… tu cosa vuoi?” rivolto all’intruso.
- “Io?…Un digestivo.”
Nicola Lembo
C’è una panchina in pietra, fredda, ma se accomodo il cappotto ci posso stare; una stanchezza…e dover raggiungere Roma…preferisco il treno, non è ancora abbastanza tardi e con l’auto troverei troppo traffico. Non vorrei proprio incazzarmi per motivi banali; farò la mia parte più tardi, arrivato a Roma, per ora sono stanco, annoiato ma calmo.
Neanche dieci persone ad aspettare il treno in questa serata d’inverno, non fredda ma triste, almeno sotto questi lampioni troppo alti per fare una buona luce; mi sforzo lo stesso di leggere nell’attesa che passi il treno…che dovrebbe essere già qui…infatti è da venti minuti che sarebbe dovuto passare: un pò di ritardo ce lo si aspetta, ma comincia ad essere troppo e non ho sentito alcun annuncio…poter almeno sapere quanto ancora devo aspettare…
Mi alzo e raggiungo l’unico ufficio illuminato che si vede dal marciapiede; massima calma, non vorrei proprio incazzarmi; busso, apro, saluto i tre scimmioni da panino alla porchetta:
- “Scusatemi, sapete dirmi che ritardo porta il treno per Roma?”
- “Cinquanta minuti porta, cinquanta” mi risponde divertito l’evidente capintesta
- “Non mi é sembrato di sentirlo dagli annunci; a saperlo avrei continuato in macchina…”
- “Non ha senso annunciare il ritardo del prossimo treno, visto che anche il precedente era in ritardo: abbiamo annunciato quello! Se ritarda il primo anche gli altri slittano…”
Il mio equilibrio logico vacilla, ma provo a capire:
- “Dunque, se devo partire alle sette di sera mi conviene venire in stazione alle sette di mattina per vedere come butta…poi prima di ogni partenza nella giornata mi conviene affacciarmi a vedere se si sono creati intoppi…che idiota…”
- “Come hai detto???”
- “Hai capito benissimo”.
Torno alla mia panchina, tanto arriverei in ritardo anche con la macchina. La straniante sera in riva ai binari si é movimentata: una coppia di adulti, nuovi arrivati, sta imbastendo una lite da innamoratini…avverto una pesantezza allo stomaco…Chino la testa sul libro e cerco di non ascoltare, ma i due passeri si impongono col loro vociare; mi rassegno a seguire la conversazione e li osservo; lui é un quarantenne nero pittato, dai capelli alle scarpe, passando per un cappotto nuovissimo e costoso.
Una figurina energica che dal suo scarso metro e settanta emana una forte aggressività rivolta, per ora almeno, alla ragazza, ma l’impressione é che la sua violenza gestuale debba tracimare presto per investire tutto il pubblico. Tiene stretta per i polsi la ragazza, che avrà almeno dieci anni di meno, ha una discreta eleganza da festa parrocchiale ed un’espressione di sofferenza spropositata per la semplice stretta ai polsi. Tutta la scena soffre di questo contrasto: gli atteggiamenti, di aggressività dell’uno e di patimento dell’altra, sarebbero più indicati per un’afflizione di maggiore violenza, oppure é solo un addensarsi di nubi…
La mia curiosità si esaurisce e torno alla scrittura sbiadita sulla pagina, ma i teatranti hanno bisogno di pubblico:
- “Lasciami, voglio andarmene, chiamo aiuto!”
- “E chi dovrebbe aiutarti, qualcuno di questi quattro fessi?”
Dovrei fregarmene, continuare a leggere o andarmene. Sento attorno lo stesso disagio, ma rimango sorpreso nel rendermi conto che lo sapevo, avrebbero coinvolto gli altri nella loro lite…forse litigano apposta per trovare bersagli esterni.
Allora li guardo, non perché mi senta provocato; il loro giochino mi annoia, ma mi incuriosisce vedere se si aspettano delle reazioni.
Il grillo schizzato infatti si guarda attorno e non si fa scappare l’occasione che gli ho dato:
- “Tu! Che cazzo guardi!”
- “NO. TU PERCHE' CAZZO TI IMPICCI A CONTROLLARE DOVE CAZZO GUARDO!”
Tenta per un paio di secondi di rigiocare la palla, poi resetta:
- “Allora, perché non ti fai i cazzi tuoi!”
- “Signore, non vuole lasciarmi andare…”
- “Zitta,stronza! Mi occupo dopo di te. Adesso mi lavoro l’eroe del giorno”
Già mi vedo a rotolarmi nelle pozzanghere avvoltolato a mister cappotto 600 euro…che cazzo…
Apro il cappotto, rigiro il lato sinistro ed estraggo giusto il calcio della pistola:
- “Vedi di non farmi incazzare”
- “Ah, così eh?”
- “Così, già”.
- “Due minuti che arrivo alla macchina!”
- “No. Tu non ci arrivi alla macchina. Muori prima”.
- “Signore, non volevo…voglio solo andare via…”
- “Adesso vuoi andare via, in realtà non avresti mai dovuto uscire con la scimmietta nervosa, stasera…e non dovresti uscirci mai.
Il tuo posto è con i compagnucci della parrocchietta a scambiarti santini; ma ti piace il bullo; ti piace quando fa il prepotente al bar, ti senti forte anche tu. Ti compiaci delle sue sbruffonate da duro, ma non arrivi a capire che di tutte le vittime che riuscirai ad angariare tu sarai sempre la prima e la più sottomessa: fino a quando il babbuino perderà i denti; allora rimarrai l’unica vittima commestibile e ne avrai di che piangere. E adesso fuori dalle palle col vostro teatrino, vedete di non farmi incazzare”.
Cap 7 - Cena e dopocena
-“Gigi’, ma pomodoro ce ne metti?”
-“Per niente, Enzo. Coprirebbe il sapore delle vongole”.
-“Neanche uno per colore?”
-“Per niente, ti dico. Assorbe olio. Ne basta uno per ridurre la capacità di ungere la pasta e costringere a ricorrere ad una quantità di olio molto maggiore, oppure ad una maggiore quantità di pomodoro, ed il sugo diverrebbe un’altra cosa”.
-“E sarebbe meglio…”
-“Sarebbe diverso. Invece una base acquosa, come il brodo di verdure, si emulsiona con l’olio, non lo cattura come fanno le fibre del pomodoro, lo lascia disponibile per condire la pasta: la cucina é combinazione e trasformazione di sostanze organiche. Conosco la chimica e per questo cucino meglio di voi”.
-“Ah ah ah! Mi vengono in mente certe cotolette…e la carbonizzazione che processo chimico é?”
-”E’ la fanculo-destinazione, e succede quando mi scordo la roba sui fornelli”.
-“E ti succede spesso…”
-“Succede”.
-“Rollo, a Zagarolo hanno messo il tabellone elettronico per i ritardi!”
-“L’ho visto…”
-“Cos’é, l’ultim’ora del telegiornale?”
-“Non é uscito sui giornali, ma é tutto merito di Rollo”.
-“Il Rollo in versione utilità sociale! Non ti ci vedo a promuovere petizioni…”
-“Dev’essere stato il capostazione”.
-“E tu allora che centri, Rollo?”
-“…Ho preso il treno, una sera…”
-“Ed hai rivoluzionato l’organizzazione delle ferrovie!”
-“Effetto secondario…ma non é stata la cazzata più strana quella sera…”
-“Ma che ci venivi a fare a Roma?”
-“…A parlare per un lavoro”.
-Il colloquio dev’essere andato male!”
-“Ah ah ah! E con chi sarebbe stato il colloquio, con la UUnlimited CChemical PProdigy?”
-“Con la UUh CChe PPalle! Me lo trovo un regolare lavoro da servo, prima o poi”.
-“Ma pure uno precario”.
-“A spizzichi e bocconi”.
-“A basta che paghino”.
-“Appunto, é lì che non combiniamo”.
-“Perchè fai il paragone con quello che alzi in una sola sera, ma non é la stessa cosa”.
-“Prima o poi ti capita la cazzata; tirati fuori”.
-“Come se l’avessi fatto, Gigi’”
-…Vabbè, colapasta!”
-"C'e' il Papa!”
-"Rollo, nel tuo stato capita di vedere la Madonna, qualche santo, se vedi “soltanto” il Papa, allora non era roba buona”.
-"In tv… parla contro il lusso…”
-"Il Papa non dovrebbe ostentare ricchezza, ma neanche ha tanto senso un simbolico pauperismo; com’é semplicistico criticare le ricchezze della chiesa, invitarla a vendere tutto e donare ai poveri: e quando i calici d’oro saranno finiti?”
-"intanto potrebbero uscire dalle s.p.a. delle fabbriche di armi”.
-"Minimo”.
-"Ma non mi riferivo a quello, che é riprovevole già per gli stessi precetti cattolici; é che non trovo inutili le chiese, i monumenti, le opere d’arte: certo la Chiesa ha speso grosse somme per edifici, statue, affreschi; ma tralascia pure il valore artistico, che già compenserebbe ogni singola giornata pagata ad ogni muratore o maestro (e comunque non immagino salari favolosi) e calcola quanto hanno reso con il turismo, o quanto varranno nei prossimi secoli, quando le nostre città, escluse da ogni circuito produttivo, avranno un pregio relativo solo alla loro capacità di trasformarsi in musei”.
-“Anche i comuni hanno finanziato opere notevoli”.
-"Ma nessuno ne fa una colpa ai Medici o ai dogi”.
-Si possono prevedere somme enormi se le calcoli in tempi così lunghi; si può valutarlo come uno dei più grandi affari economici della storia, ed é stato generato come effetto secondario di un investimento culturale!”
-"Pensa come sarebbe Roma senza il mecenatismo rinascimentale della Chiesa…”
“-Pensa come sarebbe Roma se non avessero calcinato i marmi imperiali per fabbricare cemento per le chiese”.
-"Grave perdita, ma nel cinquecento si ammirava solo l’arte contemporanea perché aveva un valore concettuale, simbolico e religioso, legato al momento storico presente. In un mondo pressoché analfabeta l’arte figurativa aveva un ruolo dottrinale insostituibile: grazie alla fede, dipinti e bassorilievi erano visti come rappresentazioni di avvenimenti indubitabilmente reali”.
-“Con grande confusione fra realtà e rappresentazione”.
-“Come quando uccisero Sadat: degli egiziani che guardavano le immagini registrate per la seconda, terza volta, urlavano al televisore che Sadat fuggisse da lì, che stava per essere ammazzato”.
-“Adesso invece apprezziamo l’arte dei secoli scorsi, non solo per considerazioni estetiche, che se parliamo del rinascimento pure basterebbero, ma anche perché abbiamo il tempo per ricostruire i riferimenti culturali e storici”.
-“Ci dedichiamo all’arte perché ne abbiamo il tempo…”
-“Certo; finché devi stare dal tramonto all’alba a zappare la terra non ti passa granché per la testa di girare per musei”.
-“Tutto merito del trattore quindi”.
-“Il trattore come fattore di progresso culturale?”
-“Nella misura in cui le braccia espulse dall’agricoltura hanno generato eserciti di storici, archeologi, scrittori”.
-“E la misura della persecuzione di questa giornata? Versa, che va a finire…la giornata, non il vino”.
-“Enzo, ti senti perseguitato?
-“…solo dalla stupidità e dalla maleducazione”.
-“Sarei indulgente con gli stupidi”.
-“Sono INTOLLERANTE alla stupidità, mi turba più della cattiveria; una persona maligna la riconosci, ti puoi difendere, la puoi tenere lontana, invece dalla stupidità non c’é difesa; lo stupido può anche essere un tuo buon amico: entra nelle tue faccende, si interessa, si propone di aiutarti e ti fa danno”.
-“Danniamo pure i maleducati?”
-“Non detesto TUTTE le persone maleducate”.
-“Tolleri per simpatia, per amicizia…”
“Non tanto; a volte tollero chi é maleducato sempre. E’ un comportamento sgradevole comunque, ma é maleducato con te, con i suoi familiari, con il vigile che lo ferma e prende la multa, quindi é un maleducato che paga dazio per il suo carattere; invece c’é chi é maleducato a seconda delle circostanze e delle persone che ha di fronte”.
“Nessuno fa il maleducato con me”.
“Infatti: tu Rollo mostri la tua aggressività anche se non apri bocca; aspetta di diventare vecchio, ma per ora nessuno ti manda a fanculo nel traffico”.
-“Bene, c’é un bar tabacchi dove capito a volte; c’é questo curioso tizio che sarebbe fuori posto anche su un pullman di pellegrini, pochi capelli marrone leccati in testa, maglioncini a vu a quadri, stortigno…ogni volta che entro mi scappa il “buongiorno…”
-“Quando ti svegli presto…”
-“Capita. Non risponde mai ed ogni volta mi ripropongo di non salutare più….ma poi sovrappensiero ci casco sempre; getta lì sul banco le sigarette come se fossero merda e guarda a significare: “che non ti sta bene?”
-“L’hai urtato in qualche modo?”
-“No, mai scambiato una parola; vorrei almeno una volta fissarlo cattivo e tirargli i soldi sul banco…”
-“Come se fossero merda”.
-“Esatto. Sono sicuro che il suo atteggiamento cambierebbe”.
-Ma due ceffoni no?”
-“Lo sai che non è nel mio carattere”.
ESTERNO 6: IL BAR DEL MALEDUCATO
Nel cortile laterale é abbastanza buio, alla finestrella ci arrivo facilmente…bar di merda, non mi aspetto certo un antifurto.
Le mensole di vetro alle spalle del banco però sono spettacolari, lunghe e colme di bottiglie, fissate ad una parete a specchio.
I tempi sono importanti, i collegamenti devono essere tesi e precisi…quattro mensole una sull’altra, però abbondantemente sfalsate…perfetto…poi venti centimetri ed altre quattro mensole simmetriche alle prime…cazzo, ci saranno un centinaio di bottiglie…serviranno due capi di lenza diversi perché la cosa abbia un certo ritmo…no, un ritmo preciso…PERFETTO!
Due ceffoni? Non fa parte del mio carattere…ma neanche questo farebbe parte del mio carattere..però sono qui, anche se la sensazione é di non esserci…come se non fossi il bravo fesso impacciato che questo cesso sberleffa tutte le volte…non sono lo stesso bravo fesso, quando sono “io” ad uscire di casa sono un’altro…sono PERFETTO!
E quindi eccomi; mi capita anche di alzarmi presto la mattina, Gigi’; tu é meglio se non mi vedi così, ma forse non mi riconosceresti.
Anche questo scemo sembra non riconoscermi o forse non si capacita…niente camice da due soldi, jeans anonimi…anonimo non sono proprio: giacca scura (capo firmato…), camicia a righine sottilissime di due diverse tonalità di blu, pettinatura fresca di parrucchiere; lo specchio dietro al banco affollato mi riflette un gradevole e divertente sguardo sulfureo…bene, così vado bene, sono PERFETTO.
Però adesso devo spostarmi sul lato destro, dove ho nascosto i tratti di lenza con i piccoli cappi, ci sono ancora, bene in tensione, controllo che non si vedano sotto le mensole, confido che a quest’ora della mattina ancora nessuno abbia chiesto liquori.
-“Caffé. Lungo”.
Si affretta, ma non riesce a guardare la macchina mentre muove le manopole, può solo guardarmi a bocca semi aperta, non si capacita che sia io, penso che in fondo non creda che sia io…fai bene, scemo, non sono “io”.
Devo svegliarlo, deve godersi lo spettacolo:
Due dita in alto, “snap-snap!” e quindi gli indico con due rotazioni del pollice le mensole alle sue spalle…primo cappio, lentamente, oscilla la base della bottiglia più lontana, sulla mensola più in alto…e casca! Seguono le altre, ordinatamente, in successione regolare, con ritmo preciso; in mente mi viene il ritmo di Worry (preòccupati…) e con la sinistra libera prendo a dirigere l’orchestra!
La testa del fesso ruota incredula dalle mensole alla mia mano, che si libra nell’aria al ritmo dei Free, anche se lui ode solo il fracasso delle bottiglie che si frantumano al suolo…ma il ritmo c’è, preciso; anche nel delicato momento in cui l’ultima bottiglia crolla sulla sporgenza della mensola sottostante…la quale si solleva nell’urto ed inclina tutte le bottiglie del ripiano…ad effetto domino: ognuna cerca il limpido cozzo con quella che segue, ed all’affondo imperioso del mio braccio direttoriale, con grande precisione, la scarica fragorosa investe la terza mensola, ed al successivo affondo anche la quarta cede.
Ora, presto, mentre contempla l’avverarsi del suo peggiore incubo (“ma reggeranno, mastro Beppe?” “Reggeranno, dotto’, reggeranno fino alla fine dei tempi”) via al secondo round, mano al cappio!
Spettacolo finito…facce incredule e divertite, a qualcuno sta per scappare l’applauso, anche se non possono capire così presto come ho fatto…solo quando raccoglieranno i cocci…
-“Buona giornata!”
Buona giornata? Tutto qui? E che altro avrei dovuto dirgli…PERFETTO!
Certo che quel fesso che ho lasciato a casa farebbe bene a non venirci più qui, non vorrei che si facesse male.
Cap 23 Mi stai chiedendo se scoperei un'ameba?
…finalmente il contanumeri chiama il mio turno; una sola impiegata agli sportelli, ogni volta diversa; dicono che vengono spostati alla bisogna nelle varie sedi, tutte ormai con il personale ridotto al di sotto di qualsiasi sufficienza funzionale.
-“Devo riscuotere questo assegno. E’ stato emesso dalla vostra filiale”.
Vaga espressione di indecisione…mi chiedo rapidamente se per errore non ho pronunciato un arruffato invito a cena con implicita scopatina ammazzacaffè.
- “Al momento non ho contanti in cassa…”
- “Pazienza, aspetto; non posso versarlo nella mia banca, ho il conto in Puglia”
- “Ma…è anche che non la conosciamo…servirebbero due documenti”
- “Non é un problema. Ecco patente e carta di identità; e sono già censito, è quasi un anno che vengo ogni mese a riscuotere”
- “ma non sono possibili movimenti contanti sopra i mille euro!”
- “Infatti vengo pagato con un assegno, non in contanti!”
- “…non credo di essere autorizzata a pagare…”
- “si faccia autorizzare allora!”
- “Posso farla parlare con il direttore…”
- “Bene, so qual’é l’ufficio, non si incomodi”.
Ma é anche peggio, visto che il nobile capintesta non vuole contraddire l’impiegata:
- “Esistono diverse sentenze della corte costituzionale che riconoscono che non siamo obbligati a pagare gli assegni: eccole!”
E raccoglie a caso dalla caotica scrivania faldoni di centinaia di fogli.Potrebbe bastare, ma il suo accomodare il culo alla forma della poltrona rivela il gusto per una polemica che ritiene di poter solo vincere:
- “E come mai non lo versa nella sua banca?”
- “Perchè é in Puglia la mia banca, non conto di tornarvi presto”.
- “Vede, noi pagando un assegno compiamo un atto di fiducia…”
E, sardonico ed ammiccante come chi spara la cartuccia vincente:
- “lei come mai non ha la fiducia della sua banca?”
E con questo mi dimostra che neanche ascolta; lui dispensa saggezza e certezze, cosa gli vuoi suggerire con le tue rimostranze… capisco che é inutile, ma continuo per inerzia a spiegarmi:
- “Non sono passato dalla mia banca, é in Puglia che ho il conto! Qui ho questo assegno, emesso dalla vostra filiale: sto chiedendo dei soldi che sono già miei! Non ha senso che mi rechi in Puglia per riscuotere”.
- “Quindi vuole riscuotere perché le servono adesso i soldi?”
- “Già, ci siamo appena liberati della confessione in chiesa e ci tocca confessarci in banca…”
Nel frattempo si affaccia alla porta un altro cliente che il direttore riconosce e, col pretesto di salutarlo, si alza e si avvicina, ergendosi col suo fisico da palestra in pausa pranzo e di fatto congedandomi. A questo punto posso solo dargli una ginocchiata nei coglioni, e la tentazione é fortissima, oppure andarmene…
- “Ecco il motivo della faccia nera di Giggin’!”
- “Già, dopo la mia fruttuosa mattinata in banca, Enzo…”
- “E la ginocchiata nei coglioni?”
- “Naturalmente ho preferito andarmene, Rollo. La mia stirpe ha una lunga tradizione di prudenza e basso profilo, per quanto mi rimane dei ricordi e dei racconti familiari; é un’eredità che ti porti appresso, come nelle scelte a cui fatalmente arrivi: cominci col non esporti per non rischiare e pian piano ti convinci di non essere all’altezza, di non essere capace…
Ma non é un atteggiamento che mi sento di condannare del tutto; mettiamo che sia una scelta comportamentale atavica, é una tattica che si é mostrata vincente; in fondo: la mia stirpe é arrivata a me, per costruirmi la vita, attraversando, necessariamente senza interruzioni, migliaia… milioni di anni senza che il filo si interrompesse; dai protozoi ad oggi c’é stata una linea di discendenza che mi ha generato ed é stata fatta da organismi che sono SEMPRE riusciti a riprodursi prima di morire”.
- “Quindi dopo due milioni di anni tu, Giggi’ sei il primo che va avanti a seghe: tutti i tuoi progenitori, persino i protozoi, hanno tutti scopato!”
- “Raramente i protozoi scopano; in genere si riproducono per scissione, ricorrono ad un comportamento sessuale solo di tanto in tanto, per garantire la variabilità genetica”.
- “Quindi tu, singolo degenere individuo, sei riuscito a far regredire la tua stirpe con un salto di milioni di anni…”
- “Allo stadio di protozoo, ho capito, però non oso scindermi”.
- “Scissione…nessuna variazione genetica…anche il sistema nervoso si scinde: la duplicazione dei neuroni comporterebbe la copiatura del loro assetto chimico? Verrebbe duplicata anche la registrazione chimica delle esperienze? Perchè se al nuovo individuo si trasferiscono le cognizioni del genitore, i suoi ricordi, ed esperienze, emozioni…é la strada dell’immortalità”.
- “Non credo che funzionerebbe, ma se impari a scinderti, non scopi più!”
- “Eh cazzo, Enzo, ma scopa quanto vuoi!”
- “Si, fammelo immaginare…un’ameba, un materiale morbido ed elastico che ti avvolge da tutte le parti, copre scivolando ogni centimetro della tua pelle, entra in tutte le pieghe ed anfratti…”
- “ANFRATTI!!!”
- “Per evitare termini volgari…forma ogni tipo di rientranza di misura perfetta…compone movimenti che chiudono ed aspirano…”
- “Rollo, trovi sensuale qualsiasi organismo vivente…”
- “Dici che mi scoperei anche un’ameba, Giggi’? Mmmm…si, credo che lo farei…”
- “Ma il meccanismo di riproduzione è relativo: se non hai figli, per milioni di anni una intera linea di discendenza di protozoi ha combattuto guerre chimiche con enzimi per sciogliere i nemici; dopo chissà quante migliaia di generazioni i tuoi antenati mammiferi si sono nascosti nel cavo degli alberi per sopravvivere ai grandi rettili. Pensa a quante volte un autentico miracolo ha consentito a queste specie di topolini che ti hanno generato di sfuggire a zanne ed artigli, ad alluvioni e frane, tutto per portare attraverso i millenni uno schizzetto di dna che ti desse la vita…se solo una volta un accidente qualsiasi avesse colpito uno qualunque dei milioni di esseri che hanno formato la tua linea di discendenza, la catena si sarebbe spezzata a quel punto…milioni di anni in cui milioni di individui uno appresso all’altro hanno avuto un culo pazzesco, le hanno scampate tutte, almeno fino al momento in cui hanno procreato…dopo di che, anche un solo minuto dopo, addio, mon cher, non servi più…sassi casualmente piovuti dalle rupi, frecce di nemici che finalmente trovano il loro bersaglio…”
- “Cavallette…”
- “Pure le cavallette, certo, ed é così per ogni individuo attualmente presente sul pianeta”.
- “Quindi se non ho figli ho sprecato un’odissea immane…”
- “Santa madonna prigioniera…ma non ci si può chiamare fuori da questa CAZZATA immane?”
- “E’ una bella responsabilità…tu da solo decidi di interrompere una linea di discendenza che ha contato milioni di esseri viventi, e comunque centinaia di migliaia di mammiferi e poi migliaia di esseri umani, che sembra essere esistita solo per metterti in piedi”.
- “Quindi, se sopravvive una stirpe prudente, o pavida, remissiva, sottomessa…”
- “Non esageri?”
- “Non parlo necessariamente di me. Se sopravvivono stirpi che comunemente vengono definite “perdenti”…può significare che perdenti non lo sono affatto”.
- “E’ chiaro che la paura favorisce la prudenza e quindi é un fattore utilissimo per la sopravvivenza”.
- “Ma allora perchè comportamenti vili come nascondersi, scappare, che pure risultano vincenti nella scala evolutiva, ci lasciano frustrati, pieni di sensi di colpa e vogliosi di clamorose rivincite?
Ma poi in realtà non ci si adatta facilmente ad un ruolo sottomesso, ad atteggiamenti remissivi… é più probabile che periodicamente qualcuno paghi per gli affronti che non abbiamo saputo respingere;
chi? In genere qualche individuo più debole, qualcuno che magari ci si affida con fiducia e che si rassegna a subirci; succede che abbozzi davanti all’entusiasmo amministrativo del direttore e torni a casa in apnea; lì dipende poi se aperta la porta trovi tuo figlio o tua moglie o il cane.
Io invece di questo posso essere orgoglioso: per le mie compensazioni emotive vado a cercarmi qualche maleducato da punire.
Enzo e Rollo non sanno che gli ho raccontato la mezza messa. Uscito dalla banca, in strada, mantengo la mia calma abituale; continuo a pensare di aver fatto la cosa migliore a lasciar perdere; poi pian piano un po’ di ottusa rabbia comincia a confondermi, prima lentamente, poi sempre più in fretta mi sento trasfigurare; so come andrà a finire ma non riesco a lenire la tensione che mi avvolge.Soffro di una mancanza di controllo da ubriaco.
E’ curioso come l’alcool appaia uno stimolante, invece deprime il mesencefalo, questo arcano e primigenio strumento castratorio di parole ed azioni (non di pensieri) regolato da considerazioni di opportunità sociale e prudenza fisica che ci riduce all’introspezione rosica-fegato ma ci impedisce anche di dar campo senza mediazioni a tutte le cazzate che ci parrebbe opportuno fare e dire.
E’ come se il mio orgoglio soffra delle offese patite fino a ricavarne uno stato depressivo che sul sistema nervoso centrale causa quell’apatia malinconica in cui ci si adagia quasi con voluttà: nel mio caso (patologico?) invece prevale questa depressione mesencefalica con la conseguente tracimazione di emozioni e comportamenti passionali non mediati più da alcun filtro… ed a volte son cazzi.Mi allontano più in fretta possibile dalla banca, dove evidentemente al momento di denunciare un’aggressione al caro direttore si accorgerebbero senza dubbio di conoscermi e si scoprirebbero in grado di fornire nome, cognome ed anche indirizzo, paese e pianeta di provenienza.
Per causare incidenti nel traffico è preferibile rubare una macchina grossa e nuova: i nemici pensano che gli darai comunque strada per non danneggiare un’auto costosa…anche se vi sono posti dove é regola che le precedenze agli incroci vengano risolte in base alla cilindrata, altri dove sembra opportuno individuare il clan di appartenenza del guidatore…
La via Flaminia si gode due carreggiate verso l’orrida Prima Porta; ad andatura spedita e nervosa percorro la metà sinistra della strada in attesa di una probabile invasione di corsia; l’attesa è breve; eleggo la mia vittima a causa del gesticolare furioso che gli vedo fare verso la donna seduta di fianco: non parla soltanto ma pontifica, esige, impone coi suoi pugni che ruotano brevemente in aria e poi calano improvvisi sullo sterzo. Lo seguo a meno di mezza macchina, attendo che raggiunga l’auto che lo precede; deve sorpassare, sono quasi affiancato e quindi non mi vede dallo specchietto…ecco che sorpassa e quasi mi finisce addosso: brevi colpetti di clacson, mi affaccio dal suo lato e con sulfureo sorriso mi poggio l’indice sotto l’occhio: il pugno alzato per ammonire la donna si volge dalla mia parte con l’immancabile “cazzo vuoi!” articolato dalla bocca aperta in un taglio sgradevole quasi quanto i baffi sottili e radi che il ghigno incazzato spinge verso il basso.
Dagli occhi mi si deve leggere una inaspettata soddisfazione o forse la sorpresa è vedere che il mio indice clicca lateralmente verso il bordo della strada, visto che la maschera truce lascia il posto ad una certa indecisione, ma non può tirarsi indietro: prova a fare la faccia neutra di chi non ha capito, ma il secondo richiamo del mio indice flesso non viene ignorato.Accosta, lo supero e mi fermo: fraintende il motivo della distanza che ho lasciato fra le due macchine; si erge, s’abbotta e muove entrambe le mani, con le dita a paletta verso l’alto: “vieni, vieni” significherebbe il gesto, fatto come a chi fa manovra per parcheggiare; anzi quando inserisco la retromarcia e parto viene verso di me, lasciando lo sportello aperto. Do un abbrivio dolce alla retromarcia, punto in linea retta verso lo sportello, quindi accelero e piallo le due fiancate con la esplosiva collisione degli specchietti ed il fracasso stagnoso dello sportello che si chiude.Il tizio assume improvvisamente un’espressione preoccupata e con una rapidità che comunque non deve sembrargli sufficiente raggiunge la maniglia e tira..bloccata!
E’ mio… procedo in avanti, lentamente, non voglio uno schiocco secco dei peroni, voglio fratture multiple scomposte e decomposizione eterna delle rotule; tale risultato è facile da ottenere, mi basta accostare la fiancata dalle lamiere già straziate e puntute, agli arti di quella che ormai senza scampo è la vittima della mia vendetta: ho l’impressione di ottenere la rotazione delle ginocchia, costrette dal movimento di sfregamento delle fiancate, mentre il bacino non può ruotare di conseguenza, a causa dello scarso spazio lasciato fra le due auto…Il risultato è il mucchietto informe lasciato sull’asfalto (niente che non possa guarire, tranne le ferite all’orgoglio: quelle sono mortali). Ma non ho finito: ora devo colpirlo dove fa più male…
Riattacco la retromarcia, questa volta imballo il motore, parto con la maggiore potenza che mi riesce e mi schianto sul muso della moritura scarrozzante; come era prevedibile, la distruzione del mio posteriore non pregiudica la marcia, ma la botta violenta ha raggiunto il motore e messo fuori squadra il telaio del prossimo abbonato atac.
Adesso potrebbe pure presentare il conto al direttore…
Cap 28 Vorrei solo un digestivo
Il televisore di fronte al banco del bar vomita l’abituale grumo di notizie estive:
“Clandestini: polemica della lega nei confronti del ministro Kyenge…”
La monotona consuetudine acustica del TG é variata dai commenti di due accigliati quarantenni appoggiati al banco:
- “Un ministro africano per occuparsi degli immigrati clandestini… come se un evasore fiscale lo mettessi a gestire le tasse!”
Enzo non trattiene un riso divertito:
- “Bell’autogol…”
- “Se tutti i giorni veniamo vaccinati dalle fregnacce dei leghisti, non si sentirà vergogna più di niente”.
- “I leghisti, la prova dell’esistenza degli extraterrestri”.
- “Perché sono verdi? O perché ancora non ti spieghi Calderoli…”
- “Perché’ DEVONO esistere altre vite in altri mondi: se miliardi di anni di evoluzione rischiano di portare a Matteo Salvini o Borghezio, di tentativi il Creatore ne avrà fatti parecchi”.
Intanto il biascichio affianco a noi continua:
- “Italiani, quanno innagurate er cervello …ditemelo che ve compro ‘na pianta!”
Rollo ha una smorfia da acidità di stomaco:
- “Ti serve l’indirizzo per mandare la pianta”
- “Che dici?”
- “Ti dico che per mandarmi la pianta hai bisogno del mio indirizzo”.
(- “Rollo, guarda che non abbiamo tempo…”
- “E che ce vo’…due minuti”).
- “Ecco un altro che dovrebbe portarseli a casa, i clandestini: vai a ritirarli a Lampedusa, te lo pago io il viaggio!”
Enzo sembra intervenire per togliere dalla discussione Rollo, ma il sorriso sghembo mi fa capire che conta di divertirsi:
- “E invece anch’io li butterei a mare tutti ‘sti negri che cercano solo assistenza e carità pubblica: in qualche anno risaneremmo il deficit se evitassimo di spendere per vestirli, nutrirli, curarli…
Non solo, andrei oltre: guadagno bene, pago un sacco di tasse e mi rode moltissimo mantenere cassintegrati, disoccupati, invalidi e pensionati”.
- “Enzo, da quando hai un conto in banca?”
- “Giggi’, la mia ricchezza é retorica. Voglio dire che serve al ragionamento. Quanto alla pecunia, lo sai che è poca e per giunta olet… ma dicevo, tagliamo alla radice questo scempio delle risorse pubbliche”.
E all’infastidito xenofobo:
- “Ci riusciamo se tuo padre molla la pensione che gli pago, che magari col suo lavoro ha fatto l’evasore per tutta la vita; ci riusciamo se tuo zio paralitico molla pensione di invalidità ed accompagnamento e si acconcia sulla sedia a rotelle ad intrecciare canestri di vimini, così si riduce pure l’importazione dalla Cina;
se tuo fratello rinuncia alla cassa integrazione e se ne va a cogliere i pomodori, che adesso sono tutti africani i braccianti agricoli: così possono pure sbarcare, ma quando trovano già occupati i lavori di merda, sottopagati e da stroncatura fisica, se ne scappano in Francia in canoa.
Che altro? Eh, hai voglia ancora! Che tua nonna si decida a morire, così oltre a risparmiarci la pensione (tanto con la scusa che era casalinga non ha mai versato niente all’INPS) ci risparmiamo un malloppetto di soldi per medicine, ricoveri ospedalieri e visite specialistiche.
Visto che non ci sono più posti da ingegnere o medico, chiudiamo la scuola pubblica ed insegnate ai VOSTRI figli a zappare la terra, passato e futuro del vero lavoro in Italia. Chi può pagherà la scuola privata ai propri figli; gli altri si imbarcassero sul primo transatlantico per il Venezuela per raggiungere gli avi bergamaschi o veneti (servizio a remi a 2 km dalle coste, prezzi esosi ma vuoi mettere che vi togliete dalle palle…)
COSI’ SI RISOLVE DAVVERO IL DEFICIT ECONOMICO!”
Un allibito, distinto, anziano signore si gonfia di imbarazzo ma non ce la fa a contenersi e così prorompe:
- “Quello che lei dice, signore, è francamente mostruoso! Non metta in dubbio l’utilità della scuola pubblica, della sanità, della previdenza sociale; si convinca anzi che il mantenimento dello stato sociale è il compito principale dello stato e di qualunque governo: in assenza di questa basilare forma di solidarietà umana è inutile anche parlare di stato, perchè avremmo solo le politiche economiche per le grosse imprese, le strategie per stimolare i consumi (a credito)…”
La faccia di Enzo si distende in un sorriso mentre allarga le braccia:
- “Ma carissimo amico mio, davvero mi ha preso serio?” poi rivolto all’amico: “Giggi’, davvero non si coglieva l’ironia?”
E Rollo, con la consueta grazia:
- “Nonno, un po’ di esercizio alle sinapsi, alle volte? Leggi “Il Male”, ricomprati il “Marc’Aurelio” a Porta Portese…”
Ad Enzo tocca di nuovo stoppare Rollo, che non tracimi:
- “Amico mio, in realtà vado in bestia per gli egoismi meschini di chi nega il proprio aiuto ai miserabili del mondo, senza accorgersi che spesso, a sua volta, è beneficato dalla solidarietà degli altri, sotto forma di pensioni, sanità, scuola pubblica, cassa integrazione;
vorrei metterli di fronte all’eventualità di perdere i vantaggi della solidarietà sociale; e non mi interessa il pretesto fiscale (“i servizi agli italiani che pagano le tasse”) perché dello stato sociale approfittano anche gli evasori, e sono tanti; anzi questi hanno una forma mentale che li porta ad usufruirne anche senza diritto, alla finti invalidi…”
I due torvi responsabili del mal di pancia di Rollo si riscuotono:
- “Allora non ho capito. Quindi tu sei a favore o contro…”
- “A’ Geppo M’Inceppo, ti sta dicendo che s’è stancato de paga’ pensioni a tu padre e tu nonno: che, ce mettono ancora tanto?”
- “Rollo, già nun ce stavano a capi’ gnente… vedete, finchè penso all’humani generis, mi sento la più generosa delle persone, tanto più se vengono da lontano e non ne conosco virtù, vizi e difetti; però conosco i nostri polli, e non mi piacciono gli impiegati pubblici che fanno un lavoro inutile, inventato per contenere la disoccupazione, ottenuto grazie all’appartenenza ad una clientela e che passano il tempo al bar a dire che ‘sti rumeni ci rubano il lavoro;
poi non mi piacciono quelli che hanno evaso per una vita, si godono pensione e cure mediche e baccagliano che non ci possiamo permettere di salvare dai flutti del mediterraneo i disperati che rischiano di affogarci;
e neanche mi piacciono quelli che hanno frequentato la scuola pubblica dove hanno imparato solo a fischiare i “negri” allo stadio;
quindi frusterei tutti quelli che approfittano del sistema solidaristico, purchè ce ne sia solo per loro;
e non mi piacciono neanche quelli che dicono: “si, ma noi siamo italiani”:
ecchisenefrega! Io sono sannita, mi frega assai di veneti, bruzi, liguri od osci (dei frentani o dei marrucini poi me ne stracatafotto)”.
Il viso dei due bravi patrioti si fa finalmente compunto ed atteggiato a dignità seriosa:
- “Ma poi, noi stavamo parlando fra amici… tu cosa vuoi?” rivolto all’intruso.
- “Io?…Un digestivo.”
Nicola Lembo
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