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martedì 12 gennaio 2016

ACCIDENTE AL PRONTO SOCCORSO

Quello che cattura la mia attenzione e‭' ‬la rotazione delle spalle‭; ‬mi sorprende piu‭' ‬ancora del gesto di colpire con un pugno,mi affascina,quasi presagissi come la perfezione dell'atto preannunci la tragedia:‭ ‬infatti tutto l'insieme fluido del movimento sa di rappresentazione artistica,nonostante il gesto abbia la naturalezza del moto istintivo.‭
‬Il braccio scatta in avanti,stendendosi armoniosamente dalla iniziale posizione flessa a sospingere il pugno ben serrato ma a scaricare sul punto dell'impatto tutto il peso del corpo sono la rotazione delle spalle che accompagna l'ampio ma rapido gancio destro ed in piu‭' ‬lo spostamento brusco in avanti di tutto il tronco:‭ ‬sulla faccia di questo povero stronzo arriva un treno di‭ ‬200‭ ‬chili...‭
‬Perfetto‭! ‬Ma e'un genere di cosa che se riesce troppo bene fa danno.‭
‬E comunque,devo chiedere al dottore se alle spalle ha della pratica atletica,nel campo...e devo evitare di continuare a rendere cosi‭' ‬manifesta l'antipatia che mi ispira.‭

‬Tutto nasce dall'arcaico concetto classista secondo cui ad una professione qualificata corrisponde una determinata categoria sociale e che ne consegua uno stato molle di educazione e di moderazione nei gesti e nei comportamenti:‭ ‬errore,grave errore,sottovalutare il titolato,dovra‭' ‬convenirne l'idiota che giace esanime al suolo...quando si decidera‭' ‬a rinvenire.‭

‬Pronto soccorso,sera tardi,fra infermieri e medico siamo quasi tutti da un pezzo fuori orario,dovremmo stare a casa gia‭' ‬da un po‭' ‬ma e‭' ‬mancato il cambio.‭
‬Non e‭' ‬tagliando il personale che salvi la spesa sanitaria,e‭' ‬nei piani dell'amministrazione che devi frugare ma la nomina degli amministratori e‭' ‬appannaggio della politica,il controllo e‭' ‬pure pascolo della politica,quindi...‭
‬Quindi,invece di cenare a casa,ci siamo avvalsi dell'abilita‭' ‬culinaria dell'infermiere Vincenzo che sul fornello del laboratorio ci ha preparato degli appetibili rigatoni ai formaggi:‭ ‬cinque minuti di pausa,meritati,prima di reimmergerci in ferite lacero-contuse,infarti ormai gia'consegnati alla storia personale del miocardio,‭ ‬disinserimento di quanto di piu‭' ‬folle la gente riesca ad infilarsi nel retto‭ (‬categoria di intervento molto piu‭' ‬frequente di quanto si possa immaginare‭)‬.‭
‬L'odore del gorgonzola deve essere filtrato nella sala d'aspetto,ma non e‭' ‬per fame che il rozzo scimmione spalanca la porta.‭

‬-‭”‬AHHH...ECCO‭! ‬Se so‭' '‬mboscati,sti stronzi,e noi de fora ad aspetta‭'!”
‬-‭”‬Signore,esca,fra cinque minuti riprenderemo le visite:lei non e‭' ‬in codice di emergenza e neanche gli altri che aspettano‭; ‬si accomodi‭” ‬ l'infermiera Anna prova secca ma cortese ad arginare il bruto.‭
‬-‭”‬Cinque minuti un par de palle‭!  ‬Voi dovete da magna‭' ‬a casa vostra,li mortacci vostri,qua dovete da lavora‭'!”
‬Il dottore rumina in silenzio i suoi maccheroni studiando il bruto da sotto in su,nonostante la sua mole bovina,visto che si appoggia alla scrivania...‭ ‬e di bovino ha anche lo sguardo,quella fissita‭' ‬che piu‭' ‬di ogni altra cosa me lo rende antipatico,quell'espressivita‭' ‬da‭ “‬mucca che osserva un treno‭”‬,come si usa dire,che io immagino come un'espressione a meta‭' ‬fra una curiosita‭' ‬pigra ed una indifferenza cosmica‭; ‬il dottore quindi fagocita un'abbondante forchettata appresso all'altra,con movimento masticatorio sempre piu‭' ‬rapido,fino alla convulsione dell'ultimo boccone che frenetico percorre in modo visibile la gola,poi parte...‭ ‬e non ci mette molto:si compie il mirabile gesto atletico di cui sopra ed e‭' ‬tutto finito...soprattutto per il paziente.‭
‬Gia‭'‬,perche‭' ‬hai voglia a massaggio cardiaco,il povero stronzo non si riprende piu‭'‬:trauma cranico ed exit.‭

‬Siamo in quattro qua dentro,nel silenzio‭  ‬assoluto,giacche‭' ‬nessuno sa come uscirne‭; ‬omicidio colposo,non ci sono santi,sospensione,forse radiazione‭ (‬qui li dovremmo curare,i pazienti‭)‬,procedimento penale.‭
‬Mi sento un po‭' ‬in colpa per quello che e‭' ‬successo sotto i miei occhi,per non averlo evitato,credo di dover fare qualcosa ed allora ricorro alla mia tattica preferita,quella dello struzzo‭; ‬serve a poco pero‭' ‬che la nasconda solo io,la testa:‭ ‬serve una camionata di sabbia per evitare che la puzza traspaia.‭

‬Per cominciare,bisogna sbrigarsi:‭
‬-‭”‬Enzo,prendilo per i piedi.portiamolo in bagno.‭ ‬Adesso ascoltatemi bene:‭ ‬l'idiota ha due contusioni,una sotto lo zigomo per il pugno,l'altra sicuramente sulla nuca,dove ha sbattuto sul pavimento.‭ ‬Allora,tenetelo per le spalle,cosi‭'‬,la faccia vicina al bordo del lavandino...‭”

‬SBAMMM‭!!!

‬-‭”‬VITO‭!!! ‬Ma cosa...per la madonna...‭”
‬-‭”‬Diodiodiodio...ma cosa state facendo...‭”
‬-‭”‬Ecco,adesso sulla ceramica e‭' ‬rimasta almeno una traccia di sudore,la forma del lavandino stampata in faccia...bene,adesso mettiamolo sul pavimento,in una posizione compatibile con la caduta...‭”

‬STUUNFFF‭!!!

‬-‭”‬Ma e'mostruoso...‭”
‬-‭”‬Finire in galera per questo stronzo,e‭' ‬mostruoso...che ne dici,dottore‭?”
‬Silenzio.Pallido,svuotato,difficilmente il povero omicida avrebbe immaginato un tale effetto per i suoi istinti.‭
‬-‭”‬Adesso abbiamo una traccia anche sul pavimento...‭ ‬io rimango in bagno e chiudo dall'interno‭; ‬Enzo,tu esci dal retro e vai sul piazzale,cerca di non farti vedere‭; ‬io mi affaccio dal finestrino e quando mi dai il via libera scavalco ed esco.‭ ‬Ah,qualcuno ha da pisciare‭? ‬No‭? ‬Ci penso io.‭
‬-‭”‬Ma cosa...‭”
‬-‭”‬E‭' ‬andato al bagno a pisciare,no‭? ‬Nessuno fara‭' ‬prelievi dal cesso,non vi preoccupate.‭
‬L'ultima cosa:‭ ‬chiaro che di questo non dovremmo parlare,con nessuno,neanche a casa...ma vi conosco,figurati...‭ ‬almeno,evitate di dirlo al telefono‭; ‬se poi uno di noi parla,gli altri devono dare la stessa risposta,del tipo:‭
”‬Cosa‭? ‬Dice che e‭' ‬successo questo‭? ‬Ah,non saprei,io in quel momento ero uscito‭”; ‬la macchina in doppia fila,il telefono...fate voi.‭
‬-‭”‬Gia‭'‬,cosi‭' ‬risulta che eravamo usciti tutti,che non c'era nessuno...non e‭' ‬credibile‭!”
‬-‭”‬E infatti non ci crederebbe nessuno,ma nessuno sarebbe imputabile‭; ‬una sola accusa,nessuna conferma:‭ ‬e ci metteremo poco,poi,ad accennare a motivi di malanimo,ad imbastire una bella querela per calunnia:se vi conviene...‭”
‬-‭”‬E se a parlare sono in due‭?”
‬-‭”‬Se a parlare sono in due siamo fregatii in quattro‭”‬.‭
‬Una rapida occhiata allo scimmione allungato sul pavimento del bagno,nessuno si risparmia un ultimo brivido,poi escono e chiudo a chiave la porta.‭

‬Quando rientro nell'ambulatorio c'e‭'  ‬gia‭' ‬il paziente successivo,il nostro prezioso testimone‭ (‬e gia‭'‬,sono l'unico che potra‭' ‬dire,testimone alla mano,‭”‬io non c'ero‭”‬...‭); ‬non mi sembrano molto calmi,meglio affrettare i tempi:‭
‬-‭”‬Lo spaccone e‭' ‬ancora in bagno‭? ‬Ci e‭' ‬annegato‭? ‬...Si fosse sentito male‭?”
‬Comincio a battere sulla porta:‭
‬-‭”‬Eila‭'‬,di casa,fatto‭? ‬Guarda che ti faccio pagare la tassa sulla fognatura‭! ‬Vabbe‭' ‬che gia‭' ‬paghi quella da stronzo ambulante...‭”
‬-‭”‬Dottore,che dice,forziamo la porta‭?”
‬Brava,Anna,che non mi lascia da solo a fare il teatrino.‭

‬Che dire:medico salva,medico uccide‭! ‬Ma il saldo del giorno rimane positivo e almeno il dottore ci ha lasciato finire la pasta,prima di fare il matto;sono ancora in tanti,la‭' ‬fuori,a vociare e coprire le nostre fregnacce;ci sara‭' ‬da fare mattina.

NICOLA LEMBO



lunedì 23 marzo 2015

HO IL DIRITTO DI LAVORARE! Un giallo operatorio

Aspetto, aspetto, aspetto…non é certo la prima volta che aspetto di entrare in sala operatoria, ma questa volta é diverso…stavolta ci sarò io steso sul lettino, in attesa di essere operato.
Avverto lo stesso un vago nervosismo anche se stavolta non è per la paura di sbagliare: stavolta la tensione che mi comprime il diaframma é molto più personale; cerco di distrarmi ascoltando il telegiornale gracchiato dal televisorino di fronte al letto:
“…nonostante il regime di protezione cui era affidato dopo la sua denuncia di un tentativo di estorsione, é stato GIUSTIZIATO da sicari mafiosi”…
Sarebbe a dire che la mafia, ammazzandolo, ha fatto giustizia.
Santo Iddio, almeno la lingua italiana per fare il giornalista….almeno se si suppone che per un giornalista iscritto all’albo la giustizia sia quella amministrata dallo stato in base alle proprie leggi.
Giornalisti…come quelli che si sono occupati della mia faccenda: “medico rifiuta cure dopo aborto con RU 486″.
Sono o no un obiettore? L’ho sempre dichiarato! Ed invece ho raccolto solo indignazione e sberleffi.
Cosa importa che si trattava solo di una visita di controllo… sarò sottoposto addirittura a procedimento disciplinare; come se non fosse mio diritto, per convinzioni religiose, rifiutare di partecipare ad una pratica abortiva.
Ho il diritto di lavorare, me lo garantisce la legge. Se lo rimangeranno, il provvedimento disciplinare.

Dieci minuti alle nove, arriva l’infermiera; é una puntualità che mi piace, é indice di serietà e già un po’ mi rassicura.
Con il medico che mi opererà ho avuto solo un breve incontro, ma lo sguardo sereno, la barba ben rasata, il camice pulito, sono elementi che nella mia esperienza hanno sempre accompagnato colleghi capaci e coscienziosi. Ma eccolo che mi accoglie nella sala.
- “Bene, dottor Prittini, avrò dunque il privilegio di operare un collega. A proposito della nostra comune professione, ho seguito la spiacevole vicenda di cui é stato vittima; vittima, ripeto, giacché condivido pienamente i suoi scrupoli morali e sono avvilito per le difficoltà che sta incontrando”.
- “La ringrazio, dottor Prattana, anche perché di solidarietà ne ho ricevuta ben poca; anch’io sono contento di conoscere un collega che antepone i propri principi morali e la militante fede religiosa al carrierismo ed alla parcella”.
- “Si, certo, va detto però che la possibilità di esercitare la professione nelle strutture pubbliche non ci viene negata; dispiace l’ipocrisia di certe censure, ma devo riconoscere che non ho trovato alcuna difficoltà a farmi assumere presso la ASL, nonostante il mio incrollabile rifiuto di rinunciare alla scelta di obiettare in base al mio credo religioso. E sì che di difficoltà se ne creano, lo devo ammettere, e lei lo sa bene: basta il caso di essere l’unico medico di turno in una circostanza sfortunata… come è successo a lei, infatti; ma la legge garantisce il diritto a veder rispettato il nostro credo religioso”.

Intanto l’infermiera mi avvicina la mascherina; riconosco l’odore familiare del desflurano che in qualche minuto indurrà l’anestesia generale; inalo profondamente, grato e rassicurato;
é un’operazione chirurgica piuttosto complessa, quella a cui verrò sottoposto; il rischio emorragico é piuttosto elevato… mi piacerebbe vedere già pronta la sacca di plasma da infusione…
Ho la voce già un po’ impastata per l’inerzia della lingua:
- “Dottor Prattana, mi perdoni perché so che non dovrei permettermi, ma con tutti i virus che si nascondono nel plasma…mi appello al suo scrupolo professionale ed alle sue qualità morali… i donatori, presso quest’ospedale…”
- “Ah, Dottor Prittini, é vero, pur avendo accennato alla mia qualità di obiettore, non ho specificato la mia fede religiosa: vede, aderisco pienamente e con convinzione al Movimento dei testimoni di Geova!”
- “Me ne compiaccio, dottor Prattana, anche se in un altro momento avrei da obiettare (obiettare, ah ah ah!) alla vostra negazione della Santa Trinità: confondere Gesù figlio di Dio con un qualsiasi arcangelo Michele… ma dicevo, per l’eventuale ma probabilissima trasfusione…”
- “Ma dottor Prittini, parlavamo appunto dell’inalienabile diritto a veder rispettati i nostri precetti religiosi! Non ci sarà nessuna trasfusione. Non ci potrà essere. Possibile che serva, non lo nego, ed ammetto che in genere mi astengo dalle operazioni a più elevato rischio emorragico (e qualche volta hanno dovuto sostituirmi in corsa) ma nel suo caso non ho affatto pensato a rinunciare all’operazione, nonostante il rischio, sicuro che proprio lei non avrebbe avuto motivo di obiettare! (Obiettare! Ah ah ah!)”.

L’impulso é di alzarmi dal tavolo operatorio ed aggrapparmi alle orecchie del collega perché mi ascolti bene, ma le gambe già non rispondono.
- “Dottor Prattana, lei sta parlando delle SUE dannate convinzioni religiose, che io non condivido affatto e che anzi trovo profondamente ridicole. Mandi subito a prendere le sacche col plasma, ne verifichi la compatibilità e si sbrighi, maledetto idiota, voglio vedere tutto pronto prima che l’anestesia mi stenda”.
- “Su, su, ancora pochi secondi, non si preoccupi, non terrò nella minima considerazione quello che dice, é solo la confusione causata dal desflurano: ne rideremo insieme, quando si sveglierà”
- “SE mi sveglierò, imbecille! Vorrei sapere chi è il decerebrato che consente ad un testimone di Geova, dico ad un selvaggio che crede che nel sangue vi sia l’anima (e Santo Iddio perdonalo, fulminalo prima ma perdonalo), di operare in un ospedale pubblico…”
- “Ho il diritto di lavorare, la legge me lo consente e ciò basta. E’ vero, non incontrerà molti chirurghi testimoni di Geova, hanno timore delle conseguenze legali, delle richieste di risarcimento… ma io no, io non defletto e credo che in nessun caso vadano represse le proprie convinzioni religiose. Ma non sia pessimista, é possibile che neanche serva, la trasfusione! E comunque, lei mi insegna, é tutto ad maiorem dei gloriam!”

Le lampade scialitiche attenuano la propria luce ma non perché questo pazzo criminale voglia rinunciare all’operazione; é la mia coscienza che se ne va ed é possibile che l’ultima immagine che il folle sciroccato mondo mi invia sia quella di questo criminale lustro e dalle guance porcine ben rasate che mi sorride impugnando già il bisturi.
Nicola Lembo